Stilling riflette sulla figura shakespeariana dell’Ofelia, esplorando l’intreccio fra bellezza e tragedia, attraverso la transitorietà e la fragilità. L’artista realizza un volto umano in bronzo – una sorta di maschera scura – evidenziandone le spaccature e i tagli, ripresi dal bozzetto in argilla dopo la cottura. La figura dell’Ofelia, ribattezzata Ophelia Crepata, diventa per Stilling l’esempio massimo di tensione e complessità emotiva: da un lato la fragilità e autenticità umana, dall’altro la bellezza senza tempo di stampo mitologico.
Ophelia crepata