Utsurohi

Utsurohi, 1996, acciaio inox, Fattoria di Celle-Collezione Gori, Santomato (Pistoia) - Courtesy © Fattoria di Celle-Collezione Gori

Il termine giapponese Utsurohi indica un particolare vento marino, ma anche una condizione di movimento e fluttuazione continua. Da questo concetto Aiko Miyawaki ha tratto ispirazione per un’indagine formale incentrata sulla leggerezza e sul dialogo tra materia e spazio, un linguaggio che affascinò profondamente Giuliano Gori durante la sua esperienza parigina come consigliere del Comitato EPAD (L’Établissement public pour l’aménagement de la région de la Défense). Invitata a Celle, l’artista concepì un intervento minimale per una collina tra vigne e ulivi: decise di piantare nel terreno dei dischi in acciaio inox da cui fuoriescono sottili cavi fluttuanti dello stesso materiale. Questi cavi leggeri, simili a piante spontanee, vengono costantemente mossi dai flussi del vento e si confondono rispettosamente con la natura del luogo.