Giuliano Gori, collezionista di Vedova sin dagli anni Cinquanta, invita l’artista veneziano a Celle nel 1985 concedendogli l’uso di tre spazi comunicanti nella torre destra della Fattoria appena restaurata. Qui Vedova lavora alla realizzazione di Plurimi, una serie di installazioni in legno e acciaio interamente dipinte ad olio o tempera, concepite ispirandosi alle mezzelune presenti sui tre lati della torre. Partendo da questa forma, compone dei dischi ricoperti da segni pittorici gestuali, prevalentemente in bianco e nero, con accenni di giallo. I dischi sono disposti in varie posizioni: il primo è appeso a soffitto, all’altezza della finestra a mezzaluna, in un gioco formale di corrispondenza; altre due sono disposte a terra, una sdraiata sul pavimento e l’altra appoggiata su una parete; un ulteriore disco si trova infine sul matroneo soprastante.
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