L’opera Topos (Excavated) dell’artista sud-coreano Lee Ufan, prende vita nella cantina storica del Castello. Sul pavimento, un quadrato dalla forma irregolare con gli angoli e i lati ondulati, dipinto con una gradazione cromatica che sfuma dal giallo al rosso, ricordando i toni di un tramonto, è incorniciato da un camminamento di ghiaia di marmo di Carrara. La forma sembra emergere dal sottosuolo, assumendo la connotazione di un reperto archeologico, piuttosto che di un’opera creata. Il visitatore entrando nella cantina attraversa necessariamente l’opera: il rumore dei sassi sotto i piedi lo rende partecipe e consapevole della propria presenza e parte attiva della creazione artistica. La ghiaia cosparsa sul pavimento, proveniente dalle leggendarie cave di Carrara, unisce il passato al presente dell’opera e secondo l’artista crea una relazione triangolare tra luogo, opera e osservatore. Il titolo richiama il concetto filosofico di topos – luogo – che per Lee Ufan non è neutro, ma intrinsecamente legato al contesto spaziale e temporale in cui si manifesta: l’opera ha senso di esistere solo ad Ama, nel suo passato, presente e futuro.
Topos (Excavated)