Una lunga e stretta tela è stata cosparsa di pigmenti a secco e abbandonata per settimane tra le vigne e la vegetazione del Chianti Classico, dove si è trasformata a contatto con la natura, assorbendo la flora e la fauna locali, ma anche gli elementi atmosferici come il sole, la pioggia e l’umidità. L’artista californiano realizza – o meglio affida alla natura la creazione di – un’opera pittorica ambientale in cui è il paesaggio stesso ad imprimersi sulla tela, generando cromie spesso antinaturalistiche, e a entrare all’interno della cantina, dove è installata e visibile salendo uno degli scaloni dell’edificio.
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