L’indagine svolta dall’artista sul neon come elemento di congiunzione tra l’ambiente metropolitano e quello artistico-museale, si integra qui con l’intervento architettonico e scultoreo di Yona Friedman, che vedeva le sue Iconostasi come spazi da “abitare”. In questo caso, l’artista meneghino sceglie di inserirsi armonicamente nello spazio interno ideato dall’urbanista ungherese, proponendo una serie di neon circolari – rossi, verdi, arancioni, bianchi ecc. – che ricalcano e amplificano le forme della struttura, evidenziandone l’architettura e accentuando il carattere attivo, morbido e giocoso.
Around Yona