Giuseppe Penone interviene al terzo piano della Villa di Celle, lavorando sul concetto di albero, elemento cardine della sua ricerca sin dagli esordi. L’artista modella manualmente una colonna in gesso, la cui superficie conserva chiaramente le impronte delle mani. La colonna, intitolata Albero d’acqua, è collocata al centro della stanza e poggia su un frammento di vaso in terracotta, sormontata da un altro, più piccolo, posto sul bordo superiore.
Accanto all’Albero d’acqua, Penone realizza una grande impronta interna di un labbro umano, tracciata a carboncino con segni irregolari. Da questa figura emerge un’escrescenza in gesso che richiama la colonna, sia per il materiale sia per l’eco delle impronte di mani e labbra.
Albero d’acqua + labbra