Nelle sale dedicate alla degustazione del vino, Solakov “popola” le pareti con una serie di piccoli disegni e frasi scarabocchiate, dallo stile infantile, ma cariche di sottile ironia e immaginazione. I suoi personaggi sembrano emergere dagli interstizi dialogando con l’architettura e la sua storia, evocando la funzione del luogo e il nuovo ruolo assunto dal castello nell’ambito dell’arte contemporanea. L’artista con il suo gesto artistico rende contemporanea la tradizione dei cicli murali toscani e costruisce storie parallele che animano gli oggetti e l’architettura preesistenti, mettendone a nudo la vitalità segreta. Il risultato è un racconto visivo in cui l’ironia, il senso del meraviglioso e la narrazione si fondono, in cui il vino e Ama sono i protagonisti del racconto.
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