Apollo e Daphne / A Marienbad

Apollo e Daphne / A Marienbad, 1992, bronzo, 219,71 x 97,16 x 80,01 cm, Centro d'Arte La Loggia / Fattoria La Loggia (Chianti), San Casciano Val di Pesa (FI) - Courtesy © Centro d'Arte La Loggia, Ph. Centro d'Arte La Loggia

In Apollon et Daphné, Arman reinterpreta il mito della metamorfosi ispirandosi alla scultura berniniana, sovvertendo l’unità attraverso la frammentazione della materia. Le figure in bronzo, scomposte in sottili lastre, evocano un processo di trasformazione sospeso, in cui la solidità si apre al movimento e alla precarietà dell’identità.

L’inserimento di strumenti musicali dismessi — violini, arpe, corde — introduce il tema del tempo e della memoria, trasformando la scultura in una riflessione sulla relazione tra suono e materia. In quest’opera, la perfezione del mito classico si misura con la frammentazione del presente, restituendo un’immagine della memoria come forma viva, attraversata da continue metamorfosi.