Modus operandi celle

Modus operandi celle, 1987, vetro, Fattoria di Celle-Collezione Gori, Santomato (Pistoia) - Courtesy © Fattoria di Celle-Collezione Gori

Al centro del lago del Parco di Celle emerge un’isola fitta di vegetazione, sulla quale si erge un tempietto sormontato da una Venere in marmo di Carrara. Joseph Kosuth interviene sul luogo riflettendo sul tema dell’invisibilità e dell’enigma, collocando una lastra di vetro alta due metri che schermando parzialmente il tempietto divide l’isola in due porzioni. La lastra, che impedisce il passaggio, reca incisa una citazione di Friedrich Nietzsche:

 «Quelle stesse cose nelle cui stabilità e costanza l’angusta cervice dell’uomo e dell’animale ripone la sua fede, non hanno affatto una propria esistenza, sono il balenio e il barbaglio di spade sguainate, sono lo scintillare della vittoria nella lotta delle qualità antagoniste».

Sulla superficie del vetro si trovano anche incisioni di disegni topografici del luogo, che amplificano la dimensione enigmatica dell’opera e la percezione sospesa del paesaggio.