Con Racemi, Alberto Tadiello affronta la dimensione organica e strutturale della viticoltura, prendendo come spunto concettuale il grappolo d’uva nel suo stadio di sviluppo e la rete di connessioni che lega la pianta al suolo. Nota per la capacita di catturare ed esternare forze fisiche e tensioni uditive o visive, la pratica di Tadiello si formalizza in un’opera che agisce come un dispositivo di risonanza. L’installazione trasfigura la materia vegetale e le sue dinamiche di crescita in una forma tesa e vibrante, capace di mettere in contatto l’osservatore con i flussi energetici sotterranei e con la temporalita lenta che governa la maturazione del vino e la cura del territorio.
Racemi