VITE

L’opera esplora il confine tra parola, simbolo agricolo ed esperienza umana, ponendosi come dispositivo concettuale all’ingresso dei vigneti della tenuta. Giocando sul doppio significato del termine “vite” – come organo vegetale fondamento della produzione enologica e come sostantivo plurale indicante l’esistenza umana –, l’artista innesca una riflessione ironica e al contempo profonda sul valore delle comunità che vivono e lavorano la terra. L’installazione trasforma il linguaggio in segno plastico nel paesaggio, mettendo in diretta relazione la stratificazione della memoria antropologica con la forza generatrice della natura.