Dalla ricerca alla rete: un laboratorio permanente tra cantine e comunità

Dalle azioni di ricerca e dal dialogo diretto con le aziende vitivinicole più attente al rapporto tra arti, vino e paesaggio emerge una necessità condivisa: riconoscersi come parte di un ecosistema culturale e attivare nuove sinergie.

Da questa consapevolezza nasce la rete di cantine, che apre alla possibilità di una comunità di pratica impegnata a sperimentare modelli di accoglienza culturale e di turismo sostenibile, nel segno della partecipazione e della condivisione di esperienze.

Il processo ha preso avvio nella primavera del 2025 con una prima fase di mappatura e ascolto: un’indagine che ha permesso di individuare realtà virtuose in cui arte e vino convivono in modo organico, aprendo la strada a un confronto diretto con i territori.

Dai risultati di questa prima fase prende forma il progetto di una rete nazionale, intesa non come struttura rigida ma come organismo in evoluzione, capace di crescere insieme ai suoi protagonisti e in dialogo con due settori culturale e vitivinicolo, nonché con i territori e le comunità locali.

Durante l’estate 2025, un primo incontro di co-progettazione ha riunito le cantine selezionate per un momento di conoscenza reciproca e di definizione condivisa dei valori fondanti: sostenibilità, partecipazione e relazione con le comunità locali.

Da questo stesso momento di incontro è nato il calendario del primo evento di rete MetodoContemporaneo. Itinerari diffusi tra arti, vino e paesaggio, che il 17 e 18 ottobre 2025 ha coinvolto quattordici cantine italiane da Nord a Sud – Alois Lageder, Ca’ del Bosco, Ottella, Castello di Ama, Castello di Perno, Feudi di San Gregorio, Fondazione Mirafiore / Fontanafredda, La Raia, Frescobaldi, Lungarotti, Planeta, Rocca di Frassinello, Tenute Lunelli (Carapace), Vigne Museum / Livio Felluga – concretizzando la prima sperimentazione pubblica di questo lavoro comune.

Ciascuna realtà ha contribuito con la propria proposta, intrecciando arte e produzione vitivinicola in dialogo con la comunità locale e offrendo una visione originale del legame tra cultura e territorio.

In preparazione all’evento di rete, sono state inoltre condotte alcune azioni di accompagnamento, formazione e coordinamento, dedicate all’approfondimento degli strumenti di lavoro condivisi e alla costruzione di un linguaggio comune. Sono inoltre stati predisposti strumenti di comunicazione delle attività di rete, favorendo la connessione tra le cantine e la valorizzazione di tutte le proposte. Questo ha permesso di raccogliere informazioni utili su due livelli: da una parte locale, per consentire alle singole cantine di progettare nuove proposte culturali calibrate sui bisogni dei pubblici di riferimento; d’altra parte di sistema, con l’obiettivo di porre le basi per successive iniziative di rete.

Subito dopo l’evento, un secondo incontro con le cantine ha offerto l’occasione di restituire i risultati, raccogliere feedback e riflettere insieme sugli sviluppi futuri. Le osservazioni emerse da questo confronto costituiscono la base per delineare le prossime tappe: consolidare le relazioni, ampliare la rete e immaginare nuove forme di collaborazione e progettualità condivisa.

Uno degli aspetti più significativi di questo processo è l’ampliamento del bacino territoriale: da un progetto inizialmente orientato al Centro-Nord Italia, la rete si è estesa progressivamente a tutto il Paese aprendo le porte di 14 cantine distribuite in 9 regioni italiane e coinvolgendo oltre 750 partecipanti. Questa diffusione della rete è un importante risultato, frutto sia della mappatura condotta nella fase di ricerca che dell’interesse spontaneo di nuove cantine che si riconoscono nei valori e negli obiettivi del progetto.

Oggi la rete è un laboratorio in progress, aperto e dinamico, che riunisce esperienze diverse sotto un obiettivo comune: rafforzare il legame tra cultura, impresa e paesaggio, promuovendo una visione del vino come espressione viva del territorio e della sua identità.

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