L’artista poliedrico, riconducibile al movimento Fluxus, giunge a Fattoria di Celle nel 1990 insieme all’assistente Tommaso Tozzi. Qui realizza un collage a mo’ di diario personale, attaccando al muro della Fattoria documenti, stampe, testi, locandine e poster originali, parte del suo percorso artistico. Il collage si configura come un’opera aperta, considerati i cambiamenti effettuati nel corso degli anni successivi. Di particolare interesse, oltre ad alcuni testi da lui scritti, la disposizione sulla parete destra di otto foto incorniciate che mostrano la performance Come suonare un muro degli anni Sessanta.
Collage di un musicista