Giulio Paolini giunse a Celle nel 1983 e si confrontò da subito con una stanza al piano attico della Villa, decorata con scene ispirate alla pittura vascolare attica. L’artista intervenne sulle due pareti vuote della sala tracciando, a carboncino, un essenziale reticolo prospettico che definisce un contorno entro il quale inserì una figura femminile per parete. Si tratta di due muse coronate da foglie di alloro vere, che si irradiano dalle teste verso il resto della composizione, confondendosi con foglie disegnate realizzate su quattro quadri tenuti in mano dalle due dee ispiratrici. I dipinti raffigurano rispettivamente un quadro capovolto e uno posto frontalmente, caratterizzato da colori chiari e sfumati. L’intervento mette in dialogo disegno, materia vegetale e pittura, rinnovando in chiave contemporanea i riferimenti classici della stanza.
Pendant