L’indagine sul rapporto tra scultura e contesto urbano o museale, che Mauro Staccioli avvia negli anni Settanta e che culmina con la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1978, approda a Celle nel 1982 in un contesto del tutto nuovo: quello naturalistico del Parco. Staccioli è tra i primi artisti italiani a confrontarsi con l’ambiente boschivo e individua il luogo ideale lungo il sentiero che costeggia immediatamente la Palazzina del tè, in una radura che si apre tra lecci e pungitopi. Qui inserisce una struttura triangolare in cemento, una sorta di lama immaginaria che sembra fendere il bosco innalzandosi tra gli alberi, fino quasi a confondersi con essi nel tempo, ricoperta di muschi e foglie. Nonostante la sua imponenza, l’opera si integra armoniosamente nel paesaggio, rivelandosi come una presenza silenziosa e inattesa per il visitatore che, lungo il cammino, scorge all’improvviso una punta emergere dal margine del sentiero.
Scultura Celle