L’opera esplora la nozione di tempo profondo e le complesse stratificazioni geologiche e culturali della Sicilia, connettendo la memoria dell’isola a una riflessione sul rapporto tra risorse naturali, paesaggio e trasformazione. Nata da un’intensa esperienza di residenza tra archivi paleontologici, rovine antiche ed ecosistemi vulcanici, la scultura in marmo di Carrara si configura come una testimonianza d’impianto fossile e monumentale. Inserita nello scenario agricolo e naturale della Tenuta Ulmo, l’opera trasforma la materia litica in uno snodo simbolico capace di rievocare il dialogo millenario tra terra, uomo e materia, ponendosi in perfetta risonanza tra l’archeologia visiva del passato e le narrazioni speculative del presente.
Falconeri