Susana Solano colloca Acotation in una piccola conca ombrosa, tra la fitta presenza di bambù e lecci, accessibile abbandonando il viale principale e scendendo lungo un sentiero. La scultura, realizzata in acciaio corten, si impone nello spazio come un grande braciere o un congegno sollevato da quattro gambe, fondendo in modo equilibrato l’elemento artificiale con quello naturale. Osservata dall’alto, la forma dell’opera sembra evocare il movimento degli alberi piegati dal vento; avvicinandosi frontalmente, invece, si apre una visuale verso il cielo, attraverso i rami che filtrano la luce, generando una sensazione di intimità e protezione. Acotation si configura come un’opera ibrida, a metà fra scultura e architettura, che, pienamente integrata nel paesaggio, instaura un dialogo costante tra materia, forma e ambiente.
Acotation