Quando l’artista americana Beverly Pepper venne invitata a Celle nel 1992, era già nota per i suoi interventi scultorei ambientali ed era una figura di rilievo nella scena artistica romana, che frequentava sin dagli anni Cinquanta, dopo essersi trasferita in Italia. Per il Parco di Celle l’artista concepisce un teatro naturale a cielo aperto e individua uno spazio ideale nel pendio tra la Palazzina del tè e il bosco naturale. L’opera è pensata come una scultura autonoma che, al tempo stesso, possa divenire un teatro funzionante, tanto da ospitare durante l’estate spettacoli di musica, danza e performance contemporanee. Pepper sfrutta la discesa naturale del terreno per disporre le gradinate a ventaglio, realizzate in blocchi di tufo e ricoperte d’erba, e ricava le quinte inserendo due elementi piramidali in cemento, decorati con bassorilievi in ghisa, seguendo la conformazione ad anfiteatro del pendio. Opposte al palco, sulla sommità del declivio, si ergono invece due colonne in ghisa, dalla vaga forma antropomorfa, che sembrano vigilare come sentinelle sul teatro.
Spazio teatro Celle