Location

Antinori Art Project – Marchesi Antinori
Jerzu (NU)
Situata alle pendici del Gennargentu e in vista del mare dell’Ogliastra in Sardegna, si trova Jerzu Antichi Poderi, una cooperativa fondata nel 1950 da diciotto soci, radicata nel territorio, nella storia e nei comuni del luogo. La cantina, oggi composta da più di quattrocento soci, ha l’obiettivo di valorizzare la viticoltura autoctona e i vitigni centenari, ed è riconosciuta a livello regionale e nazionale, come centro propulsore del vitigno simbolo dell’isola, il Cannonau. Situato ad un'altitudine tra i cento e i cinquecento metri sopra il livello del mare e caratterizzato da un’orografia complessa con terreni calcareo-scistosi e granitici, questo territorio unico permette la produzione di una gamma di vini vasta che rispecchiano la forte identità della Sardegna orientale, dove natura, comunità vitivinicola e qualità enologica coesistono in un progetto condiviso.
Situata alle pendici del Gennargentu e in vista del mare dell’Ogliastra in Sardegna, si trova Jerzu Antichi Poderi, una cooperativa fondata nel 1950 da diciotto soci, radicata nel territorio, nella storia e nei comuni del luogo. La cantina, oggi composta da più di quattrocento soci, ha l’obiettivo di valorizzare la viticoltura autoctona e i vitigni centenari, ed è riconosciuta a livello regionale e nazionale, come centro propulsore del vitigno simbolo dell’isola, il Cannonau. Situato ad un’altitudine tra i cento e i cinquecento metri sopra il livello del mare e caratterizzato da un’orografia complessa con terreni calcareo-scistosi e granitici, questo territorio unico permette la produzione di una gamma di vini vasta che rispecchiano la forte identità della Sardegna orientale, dove natura, comunità vitivinicola e qualità enologica coesistono in un progetto condiviso.
Da diversi anni Jerzu Antichi Poderi è impegnata nel sostegno di progetti culturali per il proprio territorio e la comunità.
Nel 2021 ha inaugurato la mostra Ricucire il dolore, tessere la speranza dedicata all’opera di Maria Lai, curata da Micol Forti, già direttrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani e poi del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Un’esposizione che puntava a ripercorrere, in maniera inedita, la vicenda dell’artista sin dalle origini, analizzando il tema della scrittura e della riscrittura attraverso opere legate alla sacralità della tradizione religiosa, disegni giovanili e scene della cultura locale o domestica.
La mostra aveva inoltre l’obiettivo di inaugurare e attivare uno spazio dedicato all’Archivio Maria Lai presso la cantina, lo spazio Cinquesse, usato poi nell’estate del 2021 per la seconda mostra intitolata Divenire pietra, curata da Giulia Brandinelli. Il percorso espositivo ripercorre l’evoluzione poetica e personale dell’artista, con un riferimento all’opera Maria Pietra, ispirata a sua volta al racconto Cuore mio, pubblicato in Miele Amaro nel 1954, del mentore di Maria Lai, il professore e romanziere Salvatore Cambosu. Ci sono disegni a matita e china su carta, ma anche pani, ceramiche smaltate, terrecotte refrattarie, collage di carta e tessuto.
Lo spazio Cinquesse è poi stato sede, in collaborazione con la Nuova Galleria Morone di Milano, di una terza mostra su Maria Lai intitolata Sul filo dell’infinito tra 2023 e 2024.
L’intesa fra Jerzu Antichi Poderi e l’Archivio Maria Lai ha avuto seguito con la produzione di un vino Cannonau di Sardegna DOC dedicato all’artista e intitolato anch’esso Cinquesse.
La vicinanza della cantina Antichi Poderi alla comunità si manifesta inoltre nel Festival dei Tacchi, una rassegna teatrale curata da Cada Die Teatro sotto la direzione di Giancarlo Biffi sin dal 1999. Un evento che si rinnova ogni anno negli spazi inconsueti della cantina o del territorio aperto attorno a Jerzu.

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