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Ceretto Aziende Vitivinicole
Bargino (FI)
Da oltre seicento anni i Marchesi Antinori rappresentano la storia e l’eccellenza del vino italiano. Dal 1385, per ben ventisei generazioni, la famiglia ha legato il proprio nome a una straordinaria produzione vitivinicola che l’ha resa celebre nel mondo. In parallelo, a Firenze – dove si stabilirono sin dall’inizio del XVI secolo – gli Antinori hanno coltivato una profonda passione per le arti, come dimostra la Resurrezione di Cristo (1520-1525) realizzata dalla bottega di Giovanni della Robbia su commissione della famiglia, dal 1899 conservata al Brooklyn Museum; una sensibilità artistica che distingue la famiglia al di là della qualità del vino e che si inserisce nell’ancora oggi valido impegno nella tutela del patrimonio e nel dialogo culturale tra tradizione e innovazione.
Da oltre seicento anni i Marchesi Antinori rappresentano la storia e l’eccellenza del vino italiano. Dal 1385, per ben ventisei generazioni, la famiglia ha legato il proprio nome a una straordinaria produzione vitivinicola che l’ha resa celebre nel mondo. In parallelo, a Firenze – dove si stabilirono sin dall’inizio del XVI secolo – gli Antinori hanno coltivato una profonda passione per le arti, come dimostra la Resurrezione di Cristo (1520-1525) realizzata dalla bottega di Giovanni della Robbia su commissione della famiglia, dal 1899 conservata al Brooklyn Museum; una sensibilità artistica che distingue la famiglia al di là della qualità del vino e che si inserisce nell’ancora oggi valido impegno nella tutela del patrimonio e nel dialogo culturale tra tradizione e innovazione.
Dal 2012, con l’inaugurazione della cantina Antinori nel Chianti Classico, i Marchesi Antinori hanno dato avvio a un nuovo capitolo culturale. L’architettura dell’edificio, progettata dallo studio fiorentino Archea Associati, testimonia questa visione: una struttura monumentale ma perfettamente integrata nel paesaggio, in un delicato e armonioso equilibrio tra ambiente di lavoro e natura circostante, in sintonia con la morfologia collinare di Bargino (FI). La nuova cantina accoglie parte della collezione di famiglia, solitamente conservata nello storico Palazzo Antinori di Firenze, ed è sede dell’Antinori Art Project, un ambizioso progetto ideato da Alessia Antinori (vice-presidente di Marchesi Antinori) come naturale evoluzione dell’attività di collezionismo rivolta alle arti e ad artisti/e del nostro tempo. Non si tratta infatti di una semplice raccolta di opere, ma di un progetto strutturato in esposizioni temporanee annuali e di una serie di commissioni permanenti. La direzione del progetto è affidata alla gallerista Chiara Rusconi, mentre la curatela è condivisa da due figure di riferimento del panorama italiano: la curatrice e critica d’arte Ilaria Bonacossa e la storica dell’arte Chiara Parisi, con il contributo critico di Elena Bordignon. Per l’inaugurazione del 2012, tre artisti/e sono stati invitati a contribuire con opere permanenti: Rosa Barba, Jean-Baptiste Decavèle e Yona Friedman. Il fotografo e regista Jean-Baptiste Decavèle ha realizzato un’opera video in cui “ritrae” la famiglia Antinori attraverso un racconto della collezione in palazzo, stanza dopo stanza, dettaglio dopo dettaglio.
L’italiana Rosa Barba ha realizzato Sun Clock (Novel) (2012), un braccio metallico che emerge dalla volta di uno dei cortili interni e che, attraverso un eliostato, proietta i raggi solari su iscrizioni a terra, trasformando l’architettura in una sorta di orologio.
L’architetto e teorico urbanista Yona Friedman, insieme all’amico Jean-Baptiste Decavèle, ha invece proposto due Iconostasi (2012), ovvero dei complessi modulari composti da cerchi metallici componibili e scomponibili, aggrovigliati tra loro come in un labirinto e in contrasto con la solidità dell’edificio. Nel 2014, infatti, per la mostra Orecchi e Fantasmi a cura di Marco De Michelis – che vedeva presenti in cantina anche le sculture di Diego Perrone – una delle due sculture-architetture ha ospitato l’opera al neon Around Yona (2013) di Patrick Tuttofuoco, in perfetta sintonia con l’essenza “abitabile” della struttura, divenendone parte permanente.
Nello stesso anno (2014) l’artista argentino Tomàs Saraceno ha realizzato l’opera Biosphere 06 [cluster of 3] (2009), una sorta di ragnatela di cavi neri che uniscono sfere in vetro contenenti piante. Presentata per la prima volta allo Statens Museum for Kunst di Copenhagen, oggi accompagna i visitatori nel percorso di visita della cantina.
Nel 2015 l’artista veneziano Giorgio Andreotta Calò ha presentato Clessidra AB (2013-2014), una scultura in bronzo che riproduce il processo di erosione naturale delle “briccole”, i pali di legno che vengono piantati in mare a Venezia.
Oltre alle due edizioni del convegno L’arte contemporanea raccontata dai suoi protagonisti (Materiali e tecniche nella scultura contemporanea, prima edizione, 18 aprile 2015; Processi e manualità nelle sculture e nelle installazioni contemporanee, seconda edizione, 19 settembre 2015) – in cui artisti/e e curatori dialogavano sulla strutturazione di progetti e mostre con studenti e appassionati – nel 2015 si è svolta anche la mostra Still Life Remix. L’esposizione, curata da Ilaria Bonacossa, era dedicata al tema della natura morta, rivisitata in chiave contemporanea da ventisei artisti/e nazionali e internazionali. Fra i presenti anche lo svizzero Nicolas Party con la sua natura morta dalle forme ironiche e colorate intitolata Giant Fruits (2015), un murale realizzato con spray acrilico acquisito successivamente dalla famiglia Antinori.
Nel 2016 è stata commissionata allo scultore Jorge Peris l’opera Portal del Angel (2016), un arco di trionfo simbolico realizzato con pietra locale e contenente orci storici in terracotta appartenenti alla famiglia Antinori.
Nel 2017 Stefano Arienti ha presentato Altorilievo (da Giovanni della Robbia) (2017), un’opera che dialoga con la storica lunetta di Giovanni della Robbia, all’epoca al Museo Nazionale del Bargello dopo un restauro promosso dalla famiglia Antinori. Utilizzando teli antipolvere da cantiere, l’artista ha disegnato in oro le figure della lunetta, creando un’illusione tridimensionale e marmorea. Parte delle sagome è stata temporaneamente esposta presso il Museo del Bargello, mentre altre undici, pensate fin dall’inizio come permanenti, sono tuttora collocate nella barricaia della cantina, trasformando lo spazio in un ambiente insolito, sospeso tra contemporaneo e storico.
Nel 2019 è stata presentata l’opera Untitled dell’artista californiano Sam Falls, una lunga tela cosparsa di pigmenti, esposta alle intemperie tra le vigne e trasformata dagli agenti naturali, poi installata su uno degli scaloni della cantina. In seguito, nel 2023, Elisabetta Benassi ha presentato La Fanciulla Del West, un tappeto che riproduce il telegramma inviato da Giacomo Puccini al Marchese Piero Antinori nel 1910, per celebrare il successo dell’omonima opera al Teatro Metropolitan di New York nella prima diretta da Arturo Toscanini.
Quest’ultima opera riafferma il legame profondo e secolare tra la cultura italiana e la famiglia Antinori. Grazie all’Antinori Art Project, questo rapporto viene consolidato e riportato alla regione d’origine, riunendo la memoria storica a quella territoriale.

Ceretto Aziende Vitivinicole

Ca’ del Bosco

Artisti per Frescobaldi – Frescobaldi

Fattoria di Celle / Collezione Gori

Livio Felluga / Vigne Museum

La Raia