Location

Ceretto Aziende Vitivinicole
Sambuca di Sicilia/Menfi (AG), Noto (SR), Castiglione di Sicilia, Etna (CT)
La storia di Planeta è profondamente radicata e intrecciata con quella della Sicilia, in particolare con il territorio compreso tra Menfi e il Lago Arancio dove la famiglia Planeta, di antica provenienza spagnola, si è stabilita sin dal Cinquecento. Qui l’eredità culturale e l’approccio innovativo si trasmettono di generazione in generazione, giungendo fino alla diciassettesima che oggi guida la cantina Planeta, estesa dal baglio cinquecentesco della Tenuta Ulmo (Menfi) fino alle sponde orientali della Sicilia, tra l’Etna e Capo Milazzo. Negli anni Ottanta, Diego Planeta, seguendo l’esempio del padre Vito – fondatore della Cantina Sociale Settesoli negli anni Cinquanta – avviò la coltivazione dei primi vigneti dell’Ulmo nel 1985, piantando quattro ettari di Chardonnay da cui nacque il primo vino.
La storia di Planeta è profondamente radicata e intrecciata con quella della Sicilia, in particolare con il territorio compreso tra Menfi e il Lago Arancio dove la famiglia Planeta, di antica provenienza spagnola, si è stabilita sin dal Cinquecento. Qui l’eredità culturale e l’approccio innovativo si trasmettono di generazione in generazione, giungendo fino alla diciassettesima che oggi guida la cantina Planeta, estesa dal baglio cinquecentesco della Tenuta Ulmo (Menfi) fino alle sponde orientali della Sicilia, tra l’Etna e Capo Milazzo. Negli anni Ottanta, Diego Planeta, seguendo l’esempio del padre Vito – fondatore della Cantina Sociale Settesoli negli anni Cinquanta – avviò la coltivazione dei primi vigneti dell’Ulmo nel 1985, piantando quattro ettari di Chardonnay da cui nacque il primo vino.
Dal 1995 la tenuta di Menfi si trasforma nella prima cantina Planeta, ancora oggi cuore produttivo e centro amministrativo dell’azienda. Sotto la guida di Alessio, Francesca e Santi Planeta, si amplia con la vicina tenuta Dispensa e la cantina Monte Cirami (2022), dedicandosi alla produzione di vini di alta gamma e valorizzando vitigni autoctoni siciliani come il Grecanico, il Nero d’Avola e il Grillo.
Dal 1997, con il restauro di un antico casale a Vittoria, Planeta si espande con la Tenuta Dorilli, dove si producono Nero d’Avola e Frappato; e dal 1998 acquisisce ulteriori ettari di Nero d’Avola e Moscato a Noto, dove ha sede la Tenuta Buonivini, ultimata nel 2003 con l’intervento dell’architetta Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, che ha dato vita alla Cantina Invisibile: una struttura parzialmente ipogea che sfrutta il dislivello naturale per garantire condizioni termiche ottimali alla barricaia, senza deturpare il paesaggio.
Nel 2011 Planeta, in collaborazione con la Fondazione Lucifero, ha avviato il recupero del Mamertino DOC e del Nocera attraverso la costruzione de La Baronia, una cantina smontabile ideata per essere temporanea e asportabile senza arrecare danno al territorio di Capo Milazzo. Infine, sul versante nord dell’Etna, a Passopisciaro, la cantina Feudo di Mezzo viene costruita nel 2012 su una colata lavica cinquecentesca e specializzata nella produzione di vini bianchi, affiancata dalla vicina tenuta Sciaranuova (letteralmente lava nuova, in riferimento all’eruzione del 1614 che dà il nome al vino Carricante).
L’impegno di Planeta è da sempre anche un impegno culturale. L’espansione territoriale è sintomo di amore per la propria terra – quindi per la storia dei luoghi e delle persone – ma anche di un’esigenza di innovazione e cambiamento. Planeta trasforma le proprie vigne e cantine in luoghi di incontro e sperimentazione artistica, aperti al dialogo con il territorio e le comunità. Queste iniziative rientrano nel programma Planeta Cultura per il Territorio, un palinsesto di arte, letteratura e teatro promosso nelle diverse sedi dell’azienda – in particolare le tre tenute Ulmo, Buonivini e Sciaranuova – e curato da un collettivo composto da Valentina Bruschi, Ottavia Casagrande, Ignazio Mortellaro e Vito Planeta. L’obiettivo è valorizzare il paesaggio, la memoria e l’identità della Sicilia, ma anche arricchirla nel contemporaneo, ponendo lo sguardo verso il futuro e le prossime generazioni.
Tra le iniziative più consolidate vi è Viaggio in Sicilia, una residenza artistica itinerante a cura di Valentina Bruschi. La residenza di artisti italiani e internazionali consiste in una lunga visita in tutta la Sicilia guidato da Planeta, che accompagna i protagonisti nei suoi luoghi culturali, nei territori di coltivazione agricola e vitivinicola, e nelle sue cantine durante la vendemmia. Durante la permanenza, gli artisti e la famiglia si uniscono e condividono il territorio e i suoi frutti, stabilendo un rapporto umano e intellettuale che va oltre la semplice idea di committenza. Al termine di ogni viaggio, gli artisti iniziano il loro lavoro creativo in una delle cantine Planeta e, nel giugno dell’anno successivo, tutte le opere convergono in una mostra; solo una selezione di esse entra a far parte del corpus della raccolta di famiglia, in parte esposta tra la Tenuta Buonivini di Noto e la suggestiva Sciaranuova sull’Etna.
Presso la Tenuta Buonivini di Noto, Planeta ha disposto un piccolo nucleo espositivo, raccolto sotto il titolo Costellazioni d’arte. Si tratta di una proposta di dialogo tra il paesaggio siciliano, la produzione vitivinicola e le opere di artisti/e nazionali e internazionali, alcune provenienti dalle residenze di Viaggio in Sicilia, altre di diversa origine.
Costellazioni d’arte è un percorso dislocato tra spazi esterni e spazi interni della cantina, volto a generare contatto e interazione fra persone e luogo.
Giungendo presso la tenuta, nel giardino d’ingresso di fronte al palmento, si trova Primo punto dell’Ariete, un’installazione di Ignazio Mortellaro realizzata nel 2022 in occasione della performance Hunter/Hunted al Parco Archeologico di Segesta. Si tratta di una torre esile in acciaio corten e ottone, sulla cui sommità si trovano un corno d’ariete e uno di antilope fusi in ottone a cera persa. L’opera si trasforma in uno strumento musicale attivabile attraverso la performance: salendo le scale della torre, si possono raggiungere gli strumenti, il cui suono costituisce una simbolica rinascita del luogo e dei cicli della natura.
Di fronte all’installazione di Mortellaro si trova l’accesso alla cantina e ai suoi spazi di degustazione e convivialità. Qui, in una stanza di collegamento fra sala degustazione, giardino esterno e cortile, si trovano due opere in dialogo. La prima è frutto della settima residenza nomade Viaggio in Sicilia del 2016: Senza titolo (2017) di Pietro Ruffo, una mappa dell’isola disegnata a penna su fogli di carta millimetrata poi intelaiata, intorno alla quale si riconoscono figure animali e umane che, estinte, fuse o sovrapposte, hanno plasmato la Sicilia nella civiltà contemporanea. La seconda è Senza titolo (2017) di Giuseppe Buzzotta, realizzata nel 2021 in occasione della prima edizione del festival di arte e musica Planeta Sessions Moon, parte del progetto espositivo Lontanissima Luna a Buonivini. Si tratta di una china su carta, una rappresentazione della luna assunta a simbolo centrale del continuo dialogo tra gli elementi cosmici e la Terra.
Proseguendo il percorso interno alla cantina, entrando nella Cantina Invisibile tra le barrique, si trova il trittico di sculture in ceramica e bronzo intitolato I canzonieri (2022) di Emiliano Maggi. Un’opera realizzata in seguito alla nona edizione di Viaggio in Sicilia, tra 2021 e 2022, e presentata attraverso una performance dal titolo Dilemma for a Starry Night nella mostra presso Palazzo Abatellis di Palermo. Unitamente alla performance, il trittico si ispira agli scritti del poeta medievale Al-Ballanubi dedicati ai dilemmi e alle ambivalenze che continuano a costituire temi centrali anche nella ricerca contemporanea.
Uscendo dalla barricaia, sul tetto della Cantina Invisibile si staglia Patriarchy = CO2 realizzata nel 2021 da Claire Fontaine: una scritta luminosa in LED che stimola una riflessione sulle dinamiche di potere e le disuguaglianze di genere e su come tali relazioni influenzino il rapporto tra uomo e ambiente.
Presso Planeta Buonivini, immersa nel paesaggio naturalistico fra mandorli e vigneti, si trova anche l’installazione monumentale Untitled (Oval) di Vanessa Beecroft realizzata nel 2018 e lasciata in comodato d’uso alla tenuta. L’opera è in gesso ed è stata concepita insieme ai giovani della comunità di San Patrignano facendo calchi dai loro corpi, che hanno restituito impronte tattili e vitali, organizzate in un grande ovale che richiama tanto i mosaici bizantini, quanto le scene di deposizione cristiana. Le catene incorporate nel gesso evocano la storia complessa della comunità, trasformandosi in simboli di liberazione e resilienza.
Ritornando verso il palmento, immersa nell’uliveto, si trova Vertebra di Petra Feriancová, un’installazione ideata nel 2022 per lo spazio di ZACentrale ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. Essa si presenta come un’imponente struttura in tubi industriali e acciaio che rielabora lo scheletro di una balena. Immersa nel paesaggio, Vertebra propone una riflessione sul ciclo vitale della natura, evocando la trasformazione continua e la connessione tra morte e rinascita.
Presso Sciaranuova, a Castiglione di Sicilia, Planeta ha disposto due installazioni al neon immerse tra i vigneti e il suggestivo paesaggio lavico dell’Etna.
Si trova qui Fibonacci Sequence di Mario Merz, un’installazione realizzata nel 2002 e installata nel 2019 presso la tenuta grazie alla collaborazione con la Fondazione Merz di Torino. L’opera celebra la relazione intrinseca tra natura, conoscenza e forma, richiamando la celebre sequenza di Fibonacci, ricorrente nella pratica dell’artista. Inserita nel paesaggio vulcanico dell’Etna, dialoga con il contesto naturale e storico, incarnando l’ideale di connessione tra geometria naturale e memoria culturale, e instaurando un tête-à-tête con l’altra installazione al neon presente: Ettore Majorana, realizzata da Claire Fontaine nel 2019 nell’ambito dell’ottava edizione di Viaggio in Sicilia. L’opera prende spunto da una celebre frase tratta da La scomparsa di Majorana di Leonardo Sciascia: «si divertiva a versar per terra l’acqua della scienza davanti a coloro che ne erano assetati». L’intervento trova un legame profondo con il luogo: Majorana trascorreva le estati a Passopisciaro, a breve distanza dalla tenuta, e l’opera restituisce alla comunità un frammento della sua storia attraverso il linguaggio luminoso dell’installazione.
La tenuta Sciaranuova è un contesto paesaggistico unico in Italia. Oltre alla presenza dei due neon, all’esterno della cantina è visibile un teatro naturale, ricavato proprio dalla struttura del terreno e divenuto, dal 2015, sede dello Sciaranuova Festival. Ogni estate Planeta si impegna nella promozione di una rassegna di spettacoli teatrali, a cura di Ottavia Casagrande: un’esperienza volta a unire il mondo del vino a quello del teatro, valorizzando il paesaggio etneo come palcoscenico naturale.
Dalla scomparsa di Vito Planeta nel 2023, figura amatissima da famiglia e amici artisti, la Tenuta Ulmo ha subito un cambiamento. È nato in sua memoria Ulysses, uno Studiolo tra i vigneti sulle sponde del Lago Arancio, che custodisce libri e passioni di Vito, trasformandosi in spazio di dialogo, incontro e lettura aperto a tutti. L’allestimento dello Studiolo, inizialmente concepito come spazio espositivo temporaneo sotto il nome Versoterra | Earthwards, presenta l’installazione Corpo fragile di Ignazio Mortellaro: un corpo ibrido tra arte e design, un contenitore di libri ma anche un tavolo per la lettura, gli scambi o le degustazioni conviviali. Due opere di Claire Fontaine completano l’allestimento interno: da un lato, sopra la struttura di Mortellaro, si trova Ulisse Brickbat (for Vito) (2025), un mattone avvolto nella copertina morbida del libro Ulisse di James Joyce; dall’altro On Fire (2023), un light box raffigurante l’emoji del fuoco. Accanto allo Studiolo si trova inoltre un chiostro aperto, l’Iter Vitis, dedicato alla storia del vino e della vite, che prosegue idealmente il viaggio culturale iniziato da Vito: un continuo movimento di idee, persone e storie in dialogo con il paesaggio.
Nell’estate del 2025, presso la Tenuta Buonivini di Noto, Planeta ha promosso e organizzato un incontro tra diversi attori del mondo vitivinicolo italiano, dal titolo Wine is a Contemporary Story. Si tratta di un avvenimento fondamentale nell’ambito vitivinicolo e culturale italiano, durante il quale è stato stilato il Manifesto di Noto del Vino Contemporaneo. Tale documento, redatto in un momento di grandi cambiamenti che interessano il settore, sancisce una nuova visione del vino come espressione di armonia tra uomo, natura e cultura. Gli articoli che lo compongono stabiliscono che il vino contemporaneo è atto agricolo e culturale insieme: un sistema aperto, inclusivo e sostenibile che genera economia, bellezza e relazioni, custodendo la memoria dei territori e accogliendo l’innovazione. È patrimonio collettivo fondato sulla fiducia e sulla responsabilità, capace di raccontare la diversità dei paesaggi e delle persone attraverso un linguaggio accessibile, vivo e polifonico.
Accanto alle iniziative culturali, Planeta promuove progetti di responsabilità sociale su scala locale e internazionale, con interventi nei settori educativo, sanitario e culturale. A Palermo ha sostenuto Vivi Sano Onlus nella realizzazione del Parco della Salute, uno spazio dedicato alla crescita dei minori in condizioni di fragilità. Collabora inoltre con la Comunità di Sant’Egidio attraverso Wine for Life, che devolve fondi alla lotta contro l’HIV/AIDS in Africa, e con la Trattoria degli Amici, un ristorante solidale gestito da persone con disabilità con il supporto di volontari. La tenuta La Baronia a Capo Milazzo, realizzata sui terreni della Fondazione Lucifero del Lucifero, sostiene le attività dell’Associazione Gigliopoli, integrando progetti educativi e ambientali come fattorie didattiche, orti urbani e il Giardino dei Giusti.

Ceretto Aziende Vitivinicole

Fattoria di Celle / Collezione Gori

Fattoria La Loggia

Dello Scompiglio

Tenute Orestiadi e Fondazione Orestiadi

Antinori Art Project – Marchesi Antinori