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Ceretto Aziende Vitivinicole
Pistoia (PT)
La Collezione Gori rappresenta un caso eccezionale di collezionismo: una storia di passione e identità restituita attraverso il parco d’arte ambientale della Fattoria di Celle di Santomato (Pistoia), dove la famiglia Gori vive sin dagli anni Settanta e dove ha costruito un patrimonio imprenditoriale, artistico e culturale di rilievo internazionale.
Fattoria di Celle non è soltanto una collezione d’arte contemporanea, è un parco artistico e naturale insediato in un bosco da una vegetazione variegata. Qui ha radicato l’idea di collezione di Giuliano Gori ma anche l’idea di coinvolgere nel progetto una piccola produzione vitivinicola, che vede tre principali etichette: il Chianti D.O.C.G. intitolato Fattoria di Celle e caratterizzato da un’etichetta della giovane artista Giulia Guidi; il rosato Pina, da uve di Sangiovese, dedicato a Pina Gori con etichetta ispirata all’opera a lei dedicata di Luigi Mainolfi; e Il Cardinale, un IGT voluto da Giuliano Gori tramite uve di Merlot e Syrah, con un’etichetta di Hossein Golba. La produzione di Celle, seppur limitata, è peculiare poiché è il frutto del connubio inscindibile tra arte, natura,tempo e lavoro con il territorio.
La Collezione Gori rappresenta un caso eccezionale di collezionismo: una storia di passione e identità restituita attraverso il parco d’arte ambientale della Fattoria di Celle di Santomato (Pistoia), dove la famiglia Gori vive sin dagli anni Settanta e dove ha costruito un patrimonio imprenditoriale, artistico e culturale di rilievo internazionale.
Fattoria di Celle non è soltanto una collezione d’arte contemporanea, è un parco artistico e naturale insediato in un bosco da una vegetazione variegata. Qui ha radicato l’idea di collezione di Giuliano Gori ma anche l’idea di coinvolgere nel progetto una piccola produzione vitivinicola, che vede tre principali etichette: il Chianti D.O.C.G. intitolato Fattoria di Celle e caratterizzato da un’etichetta della giovane artista Giulia Guidi; il rosato Pina, da uve di Sangiovese, dedicato a Pina Gori con etichetta ispirata all’opera a lei dedicata di Luigi Mainolfi; e Il Cardinale, un IGT voluto da Giuliano Gori tramite uve di Merlot e Syrah, con un’etichetta di Hossein Golba. La produzione di Celle, seppur limitata, è peculiare poiché è il frutto del connubio inscindibile tra arte, natura, tempo e lavoro con il territorio.
La storia della Collezione Gori ha inizio a Prato fra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando Giuliano e Pina Gori iniziano a frequentare gallerie, musei e critici d’arte. In questi anni, grazie all’influenza di Giuseppe Marchiori e Luigi Dania, si avvicinano al collezionismo ispirati da un viaggio a Barcellona, in occasione del quale visitano una mostra del Museo Nazionale d’Arte della Catalogna, in cui le opere venivano presentate integrate ai loro contesti originali.
Una volta insediatisi con i quattro figli nella Fattoria di Celle, dagli anni Settanta i Gori iniziano a dare corpo a un progetto unico, fondato su un’unica regola: non cambiare l’assetto della natura del luogo.
Il parco d’arte è stato infatti costruito integrandosi e mescolandosi con il bosco e la natura circostante la villa. Le opere sono state di volta in volta progettate con materiali che potessero fondersi con la natura ma anche rimanere stabili nel tempo, in una convivenza che mira a valorizzare il luogo.
Dal 1980 la famiglia Gori inizia ad ospitare artiste ed artisti presso il parco, invitandoli a vivere nel luogo il tempo necessario per la progettazione e produzione delle opere.
Il primo nucleo di lavori venne presentato al pubblico nel 1982. Si trattava di dieci opere destinate al parco seicentesco realizzate da artisti/e di fama internazionale come Alice Aycock, Dani Karavan, Fausto Melotti, Robert Morris, Dennis Oppenheim, Anne e Patrick Poirier, Ulrich Ruckriem, Richard Serra, Mauro Staccioli e George Trakas; e altre sei pensate per la Villa e realizzate da figure di spicco dell’arte italiana: Nicola De Maria, Luciano Fabro, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gianni Ruffi e Gilberto Zorio.
Negli anni successivi, la Collezione Gori ha continuato ad espandersi, fino a contare oggi ottanta opere dislocate fra Parco, Villa, Fattoria, Casapeppe e Cascina Terrarossa, ma anche all’ingresso, dove si trova una grande scultura di Alberto Burri.
Tra il parco ottocentesco e gli uliveti, sono state aggiunte negli anni altre quarantadue installazioni, tutte realizzate seguendo il principio di convivenza stabilito da Giuliano Gori agli esordi, per il quale dove terminano i diritti della natura iniziano quelli dell’arte.
Oltre ai nomi già citati sono oggi quindi visibili nel parco anche gli interventi di Magdalena Abakanowicz, Roberto Barni, Massimo Biagi, Frank Breidenbruch & A.R. Penck, Daniel Buren, Hera Büyüktaşçıyan, Enrico Castellani, Loris Cecchini, Fabrizio Corneli (con due interventi), Stephen Cox, Ian Hamilton Finlay, Jean-Michel Folon, Hossein Golba, Michel Gerard, Bukichi Inoue, Menashe Kadishman, Joseph Kosuth, Olavi Lanu, Sol LeWitt (due sculture), Daniele Lombardi, Richard Long, Luigi Mainolfi, Luciano Massari, Alessandro Mendini, Aiko Miyawaki, Robert Morris (con due interventi, oltre al già citato), Robert Morris & Claudio Parmiggiani, Hidetoshi Nagasawa, Marta Pan, Beverly Pepper, Jaume Plensa, Susana Solano, Alan Sonfist, Giuseppe Spagnulo, Marco Tirelli, Costas Tsoclis, Sandro Veronesi & Andrea M.N. Mati.
Nella Villa, alle prime sei opere appartenenti all’originario nucleo si sono invece aggiunte negli anni quattro opere realizzate da Piero Fogliati, Giulio Paolini, Gianni Ruffi e Aldo Spoldi. Nella Fattoria si trovano invece i lavori di Enrico Castellani, Giuseppe Chiari, Pietro Coletta, Richard Long, Eliseo Mattiacci, Nunzio, Claudio Parmiggiani, Dimitri Prigov, Emilio Vedova, così come due ulteriori interventi di Robert Morris, altri lavori di Magdalena Abakanowicz e di Luigi Mainolfi, e due wall painting di Sol LeWitt del 1985.
Presso Cascina Terrarossa, coerentemente al percorso nel parco, si trovano le opere di Stefano Arienti, Vittorio Corsini, Federico Gori, Simone Gori, Anselm Kiefer e Costas Tsoclis.
Infine, a Casapeppe, luogo di accesso e sede degli uffici di Fattoria di Celle, si trova il lavoro di Fabrizio Plessi, insieme a quelli di Sol LeWitt e Robert Morris, i due artisti maggiormente presenti in collezione.
Ogni opera è frutto di un dialogo e di un confronto tra artista e collezionista, avvenuti nel periodo di residenza o soggiorno presso Fattoria di Celle.
La collezione è inoltre oggetto di studi ed è stata supportata negli anni da diversi critici come gli italiani Enrico Crispolti, Renato Barilli, Bruno Corà, Angela Vettese e Ludovico Pratesi, ma anche il francese Pierre Restany e l’olandese A.M. Hammacher.
Dal 2019 la Collezione ha istituito un premio dedicato alla poesia, elemento fondamentale per la nascita di tutto il parco, come ricorda lo stesso Giuliano Gori in Anamnesi di quiete (Gli Ori, 2018). Per lanciare questo premio nel 2018 è stata commissionata allo scrittore e poeta Sandro Veronesi – laureato in architettura – un’opera ambientale: La Serra dei Poeti, un intervento architettonico realizzato insieme al paesaggista Andrea Mati, attorno al quale vengono piantati, anno dopo anno, nuovi alberi, per lo sviluppo naturale in connubio con la poesia.
La prima edizione del Premio Poesia Celle, 2019-20, è stata vinta da Antonella Anedda, che ha presentato il libro Anamnesi di quiete (2020), una tiratura limitata di novantanove esemplari con disegni dell’artista Christiane Lohr, con la quale ha condiviso dialoghi e spazi durante la residenza presso Fattoria di Celle.
A seguire, nel 2021-22, il premio è stato conferito a Giuseppe Conte, che ha esaltato il connubio fra natura e arte ambientale in Non so aspettare il vento (2022), raccolta di poesie corredata da opere fotografiche di Luca Gilli esposte anche in una mostra temporanea collaterale.
L’ultima edizione del premio, nel 2023-24, ha visto vincitore Gian Mario Villalta, che ha espresso la sua sensibilità ambientale attraverso la raccolta di versi Prima che l’oscurità rassicuri la sera (2024), accompagnata da acquerelli dell’artista Vittorio Corsini.
Fattoria di Celle conferma la sua presenza nel territorio attraverso ulteriori iniziative che propongono sempre l’incontro fra natura, cultura e comunità, mantenendo attivo il dialogo con le persone oltre che con gli enti e le organizzazioni culturali. È infatti possibile visitare la collezione d’arte o il parco seicentesco con il percorso d’arte, ma anche fare esperienza del paesaggio vitivinicolo e della collegata produzione.
Electric City, Washington, Stati Uniti, 1938 – Manhattan, New York, Stati Uniti, 2011
Luzzara, Italia, 1943
Kansas City, Missouri, Stati Uniti, 1931 – Kingston, New York, Stati Uniti, 2018
Uda, Prefettura di Nara, Giappone, 1930 – Yokohama, Prefettura di Kanagawa, Giappone, 1997
Dresda, Germania, 1939 – Zurigo, Svizzera, 2017
Wuppertal, Germania, 1963

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Artisti per Frescobaldi – Frescobaldi

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

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