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Ceretto Aziende Vitivinicole
Gibellina (TP)
Il progetto Tenute Orestiadi nasce nel 2008 a Nuova Gibellina, nel cuore della Sicilia Occidentale: la Valle del Belìce, territorio emblematico segnato dal sisma del 1968 e rinato grazie alla forza culturale della comunità. Tenute Orestiadi è una delle realtà più significative del panorama enologico siciliano: produce infatti vini valorizzando sia le varietà autoctone sia quelle internazionali, con vigneti che si estendono dall’originario versante occidentale alle pendici dell’Etna, grazie all’ampliamento del 2018. L’azienda racconta, attraverso il vino, l’espressione culturale e artistica del territorio, in un dialogo costante tra terra, arte e comunità.
Il progetto Tenute Orestiadi nasce nel 2008 a Nuova Gibellina, nel cuore della Sicilia Occidentale: la Valle del Belìce, territorio emblematico segnato dal sisma del 1968 e rinato grazie alla forza culturale della comunità. Tenute Orestiadi è una delle realtà più significative del panorama enologico siciliano: produce infatti vini valorizzando sia le varietà autoctone sia quelle internazionali, con vigneti che si estendono dall’originario versante occidentale alle pendici dell’Etna, grazie all’ampliamento del 2018. L’azienda racconta, attraverso il vino, l’espressione culturale e artistica del territorio, in un dialogo costante tra terra, arte e comunità.
Il comparto vitivinicolo nasce come estensione del più ampio progetto culturale della Fondazione Orestiadi, nata nel 1992 con sede nel Baglio Di Stefano, poco distante dalla tenuta. La Fondazione nasce per volontà di Ludovico Corrao, avvocato, politico e sindaco di Gibellina, che già nel 1981 aveva fondato il Festival delle Orestiadi, come simbolo della rinascita di un territorio distrutto. La prima edizione del Festival, nel 1983, era una rappresentazione dell’Orestea di Eschilo riscritta in siciliano poetico dall’artista Emilio Isgrò per celebrare la rinascita del territorio in un legame tra arte, teatro e identità.
L’azienda affonda le proprie radici in questa tradizione culturale che ha come principale missione la trasformazione di Gibellina in un laboratorio permanente di arte contemporanea, agricoltura e paesaggio. La cantina, da luogo di produzione vitivinicola, è divenuta infatti una componente del paesaggio inteso come spazio espositivo, come luogo di residenza artistica e di testimonianza.
Alla corposa presenza artistica di Gibellina – con più di sessantasette interventi come il Grande Cretto (1984-1989, 2015) di Alberto Burri, la Stella (1981) di ingresso del Belìce insieme ai cancelli e ad interventi architettonico-scultorei di Pietro Consagra, la Torre Civica (1987) di Alessandro Mendini, la Chiesa Madre (1970-1985) di Ludovico Quaroni – la Fondazione Orestiadi presenta opere di artisti italiani e internazionali collezionate e donate da Ludovico Corrao, ed esposte tra il granaio, il cortile del Baglio e il paesaggio circostante.
Tra i tanti artisti troviamo figure come Carla Accardi, Alighiero Boetti, Renato Guttuso, Mimmo Paladino e Arnaldo Pomodoro.
Oltre agli artisti contemporanei, con cui la Fondazione si confronta anche attraverso cicli di mostre temporanee, si trovano in collezione anche manufatti come le ceramiche, i tessuti e i gioielli di arte decorativa, che documentano la storia e la cultura mediterranea, ma anche opere visive che testimoniano l’incontro con storie e culture esterne.
L’impianto si chiude poi con una Biblioteca che presenta oltre quindicimila volumi disponibili per la consultazione.
In questo complesso progetto, Tenute Orestiadi si attiva come promotore di eventi di amplificazione culturale e territoriale. La cantina di Gibellina ha avviato una serie di iniziative permanenti che legano l’arte al mondo del vino.
Su tutti, il progetto permanente del Barriques Museum, un museo d’arte contemporanea inserito nel cuore della barricaia. Grazie alla virtuosa collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, i tondi delle botti vengono trasformati in opere d’arte grazie all’intervento degli artisti selezionati tra cui si annoverano Stefano Pizzi, Fernando De Filippi, Renata Boero, Marisa Settembrini, Omar Galliani, Ugo La Pietra, Arcangelo, Diego Esposito, Angelo Barone, Angela Occhipinti, Enzo Esposito, Pietro Coletta, Giorgio Cattani, Aldo Spoldi, Italo Bressan, Gaetano Grillo, Nicola Salvatore, Renato Galbusera, Giovanni Frangi, il belga Daniel Sluse, e altri ancora. Un gesto di apertura verso il futuro che lascia emergere la volontà di supporto alle nuove generazioni.
Tenute Orestiadi firma inoltre Opificio Gibellina, un progetto di trasformazione di etichette, bottiglie e confezioni dei vini. Il progetto, sempre in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera, ha visto la produzione di cinque etichette in edizione limitata di Stefano Pizzi, Gaetano Grillo, Nicola Salvatore, Pietro Coletta e Enzo Esposito, con l’intento di trasformare un prodotto commerciale in un prodotto artistico frutto del lavoro di condivisione in continuità con la storia e con i progetti culturali di Gibellina.
L’insieme dei progetti che vedono coinvolte le Tenute Orestiadi in collaborazione con la Fondazione e la città dimostrano come la cultura possa partecipare alla viticoltura, intesa come frutto di unità fra comunità e territorio.
Per suggellare questa unione, Tenute Orestiadi ha promosso un’iniziativa di sostenibilità ambientale intitolata Green Art‑Titude, un progetto di collaborazione con la concessionaria locale Essepiauto che propone un modello di mobilità sostenibile tra vigne, cantine, borghi e paesaggi artistici a bordo di veicoli elettrici o ibridi. La proposta punta a innovare l’enoturismo e i percorsi d’arte in vista della candidatura di Gibellina a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, offrendo un modello innovativo di fruizione territoriale come museo diffuso condiviso.

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