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Antinori Art Project – Marchesi Antinori
Torgiano (PG)
L’azienda Lungarotti si distingue come realtà di riferimento nel panorama vitivinicolo umbro e nazionale, espressione di un’eccellenza enologica che coniuga la qualità produttiva con un profondo impegno nella tutela ambientale e nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio. Sebbene le origini dell’attività vitivinicola della famiglia Lungarotti a Torgiano risalgano alla fine del XVIII secolo, la fondazione dell’azienda nella sua forma moderna avvenne nel 1962. Il suo rapido successo, sancito dalla creazione di etichette iconiche come Rubesco e Torre di Giano, tra i primi vini italiani a ottenere la DOC nel 1968, si deve alla visione innovativa di Giorgio Lungarotti, figura determinante nella modernizzazione della viticoltura umbra.
L’azienda Lungarotti si distingue come realtà di riferimento nel panorama vitivinicolo umbro e nazionale, espressione di un’eccellenza enologica che coniuga la qualità produttiva con un profondo impegno nella tutela ambientale e nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio. Sebbene le origini dell’attività vitivinicola della famiglia Lungarotti a Torgiano risalgano alla fine del XVIII secolo, la fondazione dell’azienda nella sua forma moderna avvenne nel 1962. Il suo rapido successo, sancito dalla creazione di etichette iconiche come Rubesco e Torre di Giano, tra i primi vini italiani a ottenere la DOC nel 1968, si deve alla visione innovativa di Giorgio Lungarotti, figura determinante nella modernizzazione della viticoltura umbra.
A partire dagli anni Novanta, l’azienda ha avviato un profondo processo di rinnovamento, intervenendo sul reimpianto dei vigneti, sull’ammodernamento della cantina di Torgiano e sull’adozione di pratiche agricole sostenibili. Nel 2000, con l’apertura di una seconda tenuta a Montefalco, Lungarotti ha consolidato ulteriormente la propria vocazione territoriale. In questa sede, integrata nell’architettura di una storica villa immersa nei vigneti, è stata realizzata una cantina ipogea che beneficia di un naturale controllo termico e di una posizione panoramica dominante sull’intera valle.
Nel corso degli anni, Lungarotti si è affermata nel panorama vitivinicolo italiano non solo per l’eccellenza produttiva, ma anche per l’impegno nella promozione della cultura legata al vino, considerata espressione profonda della civiltà mediterranea. Fin dagli anni Settanta, Giorgio Lungarotti e sua moglie, Maria Grazia Marchetti Lungarotti, hanno intuito che il binomio vino-cultura avrebbe potuto rappresentare una leva strategica per la valorizzazione del territorio umbro, tanto sul piano turistico quanto su quello identitario. Questa visione ha dato vita a un modello integrato che lega la produzione agricola alla salvaguardia del paesaggio, al recupero architettonico e alla divulgazione culturale.
Nel 1987, a coronamento di tale visione, è nata la Fondazione Lungarotti Onlus, istituzione dedicata alla promozione della cultura del vino e dell’olio, alla tutela del patrimonio artistico regionale e al recupero delle arti applicate della tradizione umbra. A Torgiano, la fondazione gestisce due realtà museali di rilievo: il Museo del Vino (MUVIT) e il Museo dell’Olivo e dell’Olio (MOO), entrambi nati da un rigoroso lavoro di ricerca storica, documentaria e museografica.
Il MUVIT, inaugurato nel 1974 all’interno del seicentesco Palazzo Graziani-Baglioni, si articola in venti sale che ospitano oltre tremila manufatti, tra reperti archeologici, strumenti tecnici, opere d’arte e testi antichi. L’allestimento illustra il ruolo del vino nella storia dell’umanità, dall’antichità al mondo contemporaneo, facendo dialogare arte, tecniche agricole e documenti che attestano l’importanza di questo prodotto nell’immaginario collettivo dei popoli. Il museo negli anni ha inoltre ospitato numerose mostre di arte contemporanea, sia personali sia retrospettive, concepite in dialogo con le opere della collezione permanente. Tra le più importanti, si ricordano le personali di Andrea Tana (Andrea Tana. La ricerca del colore, 4 dicembre 2021 – 23 gennaio 2022) e di Anne Donnelly (Anne Donnelly. Sulle ali dell’anima, 25 ottobre 2024 – 2 marzo 2025), e le retrospettive dedicate a Duilio Cambellotti (Duilio Cambellotti. Infiniti mondi, 25 novembre 2023 – 1 marzo 2024) e a Andrzej Kot (OT KOT. I Vinogatti, 25 maggio – 7 luglio 2024).
Il MOO, inaugurato nel 2000 e allestito in un antico frantoio medievale all’interno delle mura di Torgiano, si articola in undici sale espositive e offre un percorso immersivo che approfondisce gli aspetti botanici dell’olivo e le tecniche di coltivazione, l’evoluzione dei metodi di estrazione dell’olio e le sue valenze simboliche e terapeutiche. Accanto a strumenti tradizionali e tecnologie moderne per la lavorazione, il museo include una sezione archeologica e una collezione di lucerne che raccontano l’uso dell’olio come fonte di luce in diverse epoche storiche.
L’impegno della fondazione nella gestione dei musei di Torgiano costituisce una significativa espressione dell’impegno culturale di Lungarotti nella valorizzazione del legame tra storia, arte ed eccellenze locali. Attraverso questa costante interazione, l’azienda non solo promuove i propri prodotti, ma contribuisce a diffondere nel mondo la storia, i saperi e i valori della tradizione umbra e mediterranea. Emblema di questa sensibilità è Triple Twist, imponente scultura di Beverly Pepper. Collocata nel 2019 all’esterno della cantina Lungarotti di Torgiano, in uno spazio aperto al pubblico, l’opera si configura come un monumento alla vite, alla vita e all’amicizia che lega l’artista alla famiglia Lungarotti. Realizzata in marmo di Carrara e alta sette metri, essa si sviluppa in verticale in una triplice torsione elicoidale, evocando la duplice natura della vite: pianta protesa verso l’alto ma, al tempo stesso, saldamente ancorata alla terra. I tre elementi lapidei che la compongono alludono simbolicamente alle tre donne – Chiara Lungarotti, Teresa Severini e Maria Grazia Marchetti Lungarotti – a guida dell’azienda e custodi di una tradizione familiare capace di rinnovarsi pur preservando le proprie radici.

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