Location

Antinori Art Project – Marchesi Antinori
Castel San Pietro Terme (BO)
Palazzo di Varignana costituisce un esempio significativo di recupero e valorizzazione del paesaggio agricolo e architettonico emiliano, coniugando l’eccellenza produttiva a un’attenzione distintiva per l’arte, espressa attraverso una collezione che integra opere antiche e contemporanee. Fondata nel 2015, l’azienda agricola si sviluppa su oltre settecento ettari, con la maggior parte destinata a oliveti di varietà autoctone, cinquantasette ettari coltivati a vigneti di Chardonnay, Sangiovese e Pinot Nero, oltre a orti, frutteti e una produzione esclusiva di zafferano.
Palazzo di Varignana costituisce un esempio significativo di recupero e valorizzazione del paesaggio agricolo e architettonico emiliano, coniugando l’eccellenza produttiva a un’attenzione distintiva per l’arte, espressa attraverso una collezione che integra opere antiche e contemporanee. Fondata nel 2015, l’azienda agricola si sviluppa su oltre settecento ettari, con la maggior parte destinata a oliveti di varietà autoctone, cinquantasette ettari coltivati a vigneti di Chardonnay, Sangiovese e Pinot Nero, oltre a orti, frutteti e una produzione esclusiva di zafferano.
La collezione artistica di Palazzo di Varignana nasce dall’esperienza del suo fondatore, Carlo Gherardi, arricchita dai suoi numerosi viaggi, dall’incontro con culture diverse e dalla passione per storia, arte, paesaggio e bellezza. La raccolta, che attraversa oltre duemila anni di storia, include antichità preziose, come il mosaico del I secolo a.C. nel foyer del centro congressi, opere contemporanee, manufatti rari e creazioni immersive. Parte della collezione è ospitata nella suggestiva Wunderkammer, dove passato e presente si intrecciano in un percorso che unisce oggetti di epoche differenti provenienti da tutto il mondo. All’interno della cappella settecentesca del palazzo si trovano inoltre la riproduzione del Calendario Perpetuo del 2016, ispirata al Calendario Gregoriano di Lubecca, e un dipinto raffigurante Papa Gregorio XIII mentre consulta il comitato di studiosi che elaborarono il nuovo calendario sulla base delle misurazioni di Niccolò Copernico.
Parte integrante della visione artistica di Palazzo di Varignana è il Giardino Ornamentale a Villa Amagioia, inserito nel circuito dei Grandi Giardini Italiani e arricchito da interventi di Landscape Art che dialogano armoniosamente con la natura circostante. Il giardino all’italiana ospita una collezione di cento querce di diverse specie e trenta varietà di fichi, offrendo agli ospiti un’esperienza immersiva nella bellezza e nell’equilibrio della natura. Superato un pergolato di meli ornamentali e rose, il visitatore raggiunge il labirinto vegetale, progettato nel 2015 dal paesaggista Sandro Ricci per integrare il giardino con l’esistente parco di venti ettari. L’anfiteatro sul lago, palcoscenico naturale tra i vigneti, e il viale degli ulivi antichi, con esemplari secolari che testimoniano il passare del tempo, completano il percorso in connessione profonda con il paesaggio.
Il percorso artistico del Palazzo si sviluppa attraverso una selezione di opere d’arte contemporanea acquisite negli anni da Carlo Gherardi e oggi esposte negli spazi interni e nei giardini, in un dialogo continuo con la natura e l’architettura.
Presso l’ingresso del palazzo, la scultura in bronzo e marmo di Quinto Ghermandi Largo gesto per un massimo spazio (1967) accoglie il visitatore con una meditazione sull’imperfezione insita in ogni grande gesto umano. L’opera invita a riflettere sul valore dell’azione e sulla sua fragile, ma necessaria, aspirazione alla costruzione e al cambiamento.
Entrando nello spazio accogliente della reception, Sulla riva II di Igor Mitoraj (2009) rappresenta un viso incompleto, simbolo della decadenza e della fragilità umana.
Negli spazi interni, Coppia in rosso (2010) di Ayano Yamamoto raffigura due persone assorte in una conversazione intima e immersi in una nebbia soffusa che sfuma i loro profili. Nel ristorante, Orfeo di Richard MacDonald (1991) è una potente scultura ispirata al mito di Orfeo ed Euridice e alla tragica sorte dei due amanti. All’interno della Wunderkammer, la stampa Lost in Paradise di Claudia Rogge (2012) evoca i soffitti barocchi attraverso un sogno onirico ispirato all’Aldilà, con drammatici effetti luministici.
All’esterno, il parco è popolato da grandi sculture che dialogano con il paesaggio su temi universali legati alla memoria e alla trascendenza. Deep Blue di Bluer (2014) si erge come un totem meditativo, invitando a riflettere sulla connessione tra l’uomo e il cosmo. Il Marco Emilio Lepido di Eros Mariani (2009) reinterpreta in chiave contemporanea la figura del console romano, mentre dello stesso autore Continuation! del 2014 è una figura sospesa nel vuoto che sembra protendersi verso l’infinito trascendendo i limiti fisici e spirituali.
Presso il piazzale Bentivoglio dal 2015 è esposta la Panchina in travertino di Girolamo Ciulla che crea un raffinato dialogo tra l’architettura storica del palazzo e il linguaggio dell’arte contemporanea. L’opera, solida e al tempo stesso evocativa, stimola il visitatore a sostare e contemplare il paesaggio, trasformando una semplice pausa in un momento di meditazione estetica.
Isolata nel paesaggio del parco, la scultura L’Attesa di Davide Dall’Osso (2023) è una visione struggente della condizione umana divisa tra la speranza e la solitudine. Infine, presso l’ingresso della Villa Amagioia, l’imponente Trittico del 2020 disegnato da Carlo Gherardi e realizzato da Saura Sermenghi conclude idealmente il percorso artistico del palazzo. Le tre forme triangolari intrecciate e rivolte verso l’alto simboleggiano l’elevazione dello spirito e la trasmissione dell’eredità terrena verso l’infinito, divenendo emblema di equilibrio, armonia ed evoluzione.
Dalle opere d’arte al patrimonio botanico, dagli uliveti secolari alle esperienze di ospitalità, Palazzo di Varignana incarna un impegno profondo verso la comunità, fondato sul principio di valorizzare il passato, coltivare il presente e costruire il futuro.

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

La Raia

Ca’ del Bosco

Castello di Ama

Ottella

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