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Antinori Art Project – Marchesi Antinori
Bolognano (PE)
Situata tra le suggestive colline di Bolognano, nel cuore naturalistico dell’Abruzzo, la Cantina Zaccagnini rappresenta una delle realtà vitivinicole più significative della regione, la cui identità è profondamente radicata nel territorio e nella sua tradizione culturale. Fondata nel 1978 da Marcello Zaccagnini, giovane imprenditore animato dal desiderio di coniugare innovazione e memoria, l’azienda nasce con l’intento di conferire carattere contemporaneo alla produzione vinicola locale, puntando sulla qualità elevata e sulla sostenibilità. La proposta di Zaccagnini unisce sperimentazione e valorizzazione delle varietà autoctone abruzzesi, dando vita a una produzione di successo tra rossi, bianchi e rosati, ottenuti principalmente da uve Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Passerina, noti soprattutto per la presenza di un “tralcetto” divenuto iconico negli anni.
Situata tra le suggestive colline di Bolognano, nel cuore naturalistico dell’Abruzzo, la Cantina Zaccagnini rappresenta una delle realtà vitivinicole più significative della regione, la cui identità è profondamente radicata nel territorio e nella sua tradizione culturale.
Fondata nel 1978 da Marcello Zaccagnini, giovane imprenditore animato dal desiderio di coniugare innovazione e memoria, l’azienda nasce con l’intento di conferire carattere contemporaneo alla produzione vinicola locale, puntando sulla qualità elevata e sulla sostenibilità. La proposta di Zaccagnini unisce sperimentazione e valorizzazione delle varietà autoctone abruzzesi, dando vita a una produzione di successo tra rossi, bianchi e rosati, ottenuti principalmente da uve Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Passerina, noti soprattutto per la presenza di un “tralcetto” divenuto iconico negli anni.
La storia della Cantina Zaccagnini è profondamente legata al mondo dell’arte.
La filosofia aziendale e il riconoscimento internazionale sono ispirati all’artista rivoluzionario Joseph Beuys, colui che ha cambiato radicalmente la visione ecologica e antropologica del rapporto tra l’uomo e la natura. Beuys soggiornò a più riprese tra Bolognano e Pescara dando vita ad azioni e discussioni pubbliche, influenzando non solo il mondo dell’arte italiano, ma anche tutta la comunità locale, che fu coinvolta negli interventi. Dopo i primi interventi degli anni settanta, Incontro con Beuys (1974) e Istituto per la rinascita dell’agricoltura (1979), l’artista tedesco tornò nuovamente a Bolognano il 13 maggio 1984, dove, dopo aver piantato la prima quercia italiana delle settemila pensate per salvaguardare la biodiversità e le specie in estinzione nella Piantagione Paradise concessa da Buby Durini e Lucrezia De Domizio Durini, tenne un’ultima conversazione in Difesa della Natura (1984) proprio presso la Cantina Zaccagnini, che ne conserva la documentazione fotografica e tipografica. Il dibattito, moderato dalla critica d’arte Lucrezia De Domizio Durini, con la partecipazione attiva del pubblico e di personalità di rilievo tra cui Bruno Corà, Ivens Machado, Corrado Levi e molti altri, affrontava tematiche quali la sostenibilità ambientale, l’ecologia e l’antropologia, ponendo al centro l’uomo come produttore e custode della natura.
Beuys, divenuto cittadino onorario di Bolognano, ebbe una grandissima influenza sul territorio e sulla comunità locale, che ancora oggi ricorda il suo esempio e lo riporta nelle produzioni agricole.
Zaccagnini ha mantenuto il suo impegno per il rispetto della terra, ma anche il suo interesse per l’arte, che trova spazio all’interno e all’esterno della cantina.
Fra gli ambienti della barricaia e i vigneti circostanti è oggi visitabile una collezione di oltre quaranta opere, testimonianza del dialogo tra arte e paesaggio agricolo.
Tra gli artisti coinvolti figurano Sandro Chia, con due Guerrieri Xi’an a protezione della bottaia; Mimmo Paladino, autore di un’opera che racconta la cronistoria della cantina; Pietro Cascella, presente con diverse sculture come Italia Vita Nova e Sole; Diego Esposito con Celato/Svelato, una pietra tagliata a metà e impreziosita all’interno dall’inserzione di due mosaici.
Nella collezione sono inoltre presenti Bizhan Bassiri, con un Meteorite in bronzo patinato di oltre cinque metri; Franco Summa e David Bade, rispettivamente con un traliccio policromo e un Pulcino tra i vigneti; Dino Colalongo, con una scultura monumentale nel giardino; Mauro Berrettini, con un tavolo in marmo ispirato ai rituali dionisiaci; Gino Sabatini Odoardi, con quindici stampe in polistirene bianco che mostrano la forma di una bottiglia in rilievo; Simone Zaccagnini, con un ritratto del fratello; Sandro Visca, con un’opera in edizione limitata.
Cantina Zaccagnini ha confermato negli anni il suo ruolo culturale per la comunità e il territorio. Oggi, sotto la guida del gruppo Argea, punta al mantenimento e sviluppo di questa eredità culturale, che nel tempo si è affermata come modello pionieristico di ispirazione per una generazione di viticoltori del Centro e del Sud Italia.

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

La Raia

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Ornellaia

Parco d’Arte Fondazione Sandretto Re Rebaudengo