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Ceretto Aziende Vitivinicole
Torno, Capannori (LU)
Situata sulle colline di Vorno, nei pressi di Lucca, la Tenuta dello Scompiglio si presenta come un articolato sistema paesaggistico, architettonico e produttivo, in cui stratificazioni storiche e progettualità contemporanee si intrecciano in modo armonico.
Situata sulle colline di Vorno, nei pressi di Lucca, la Tenuta dello Scompiglio si presenta come un articolato sistema paesaggistico, architettonico e produttivo, in cui stratificazioni storiche e progettualità contemporanee si intrecciano in modo armonico.
Estesa su circa duecento ettari, la proprietà comprende un parco secolare con villa padronale, antichi terrazzamenti, aree agricole e boschive, oltre a un insieme di edifici rurali recuperati che oggi accolgono artisti e collaboratori in residenza. Un tempo fattoria autosufficiente, dedita in prevalenza alla coltivazione di olivi, viti e frutteti, la tenuta ha attraversato una lunga fase di abbandono, durante la quale la vegetazione spontanea aveva progressivamente riconquistato il territorio.
A partire dal 2003, sotto la direzione di Cecilia Bertoni, è stato avviato un ampio progetto di riqualificazione del complesso sia da un punto di vista storico, sia ambientale. La fondazione dell’Associazione Culturale dello Scompiglio nel 2005 ha segnato l’inizio di un articolato piano di interventi architettonici e paesaggistici: tra questi, la rimessa in coltivazione dei terreni, la realizzazione di nuovi vigneti, l’apertura della Cucina dello Scompiglio (2009) e l’inaugurazione dello SPE Spazio Performatico ed Espositivo (2012), centro polifunzionale dedicato alle arti performative e visive.
Il recupero degli edifici si è fondato sui principi della bioarchitettura e dell’efficienza energetica, con l’impiego di risorse rinnovabili locali per ridurre l’impatto ambientale e mantenere un equilibrio dinamico tra costruito e paesaggio. Parallelamente, l’azienda agricola ha adottato pratiche di agricoltura biologica, intese a instaurare un rapporto sinergico con l’ecosistema. Dal 2007 sono stati riattivati oliveti e vigneti storici, liberati dalla vegetazione invasiva, e reintrodotte varietà antiche e autoctone di viti, olivi e ortaggi. Tra le colture principali spicca il Syrah, presente in Lucchesia sin dal XVII secolo e oggi elemento distintivo della produzione enologica della tenuta.
In questo contesto, l’Associazione Culturale dello Scompiglio favorisce un dialogo dinamico tra paesaggio e pratiche artistiche contemporanee, ospitando in residenza artisti, musicisti, performer e danzatori. La programmazione culturale, strutturata attorno a tematiche specifiche, si articola attraverso bandi, residenze artistiche e produzioni originali. Le iniziative spaziano da mostre e installazioni a performance, concerti, incontri e attività educative rivolte a bambini e ragazzi, con l’obiettivo di mettere in discussione i confini disciplinari e favorire una visione espansa e trasversale della contemporaneità.
Le opere realizzate durante le residenze vengono presentate negli spazi all’aperto della tenuta e all’interno dello SPE Spazio Performativo ed Espositivo; alcune di esse confluiscono nella collezione permanente, contribuendo a definire un patrimonio in continua evoluzione.
Il primo intervento a essere acquisito è stato realizzato da Alfredo Pirri, che nel 2009 ha inaugurato le attività espositive e formative dell’Accademia dello Scompiglio. Collocata all’interno della cappella della tenuta, Arie per lo Scompiglio trasforma radicalmente la percezione dello spazio religioso. Il pavimento è sostituito da lastre di cristallo calpestabili al cui interno sono racchiuse piume rosse, adagiate su un fondo bianco che ne amplifica la luminosità. La luce naturale, variando nel corso della giornata, genera riflessi mutevoli che rendono l’ambiente sospeso tra corporeità e immaterialità.
La seconda opera permanente, L’Attesa, nasce nel 2010 come parte della prima tappa della performance Riflessi in Bianco e Nero (Trilogia dell’Assenza) di Cecilia Bertoni, realizzata in collaborazione con Carl G. Beukman. Collocata all’interno dello spazio boschivo della tenuta, l’installazione instaura un dialogo silenzioso e sospeso con l’ambiente naturale circostante. Al centro si trova una vasca vuota, sul cui fondo uno specchio riflette la volta celeste e i rami degli alberi, creando un effetto di rovesciamento percettivo e di spaesamento poetico. Attorno alla vasca sono disposti alcuni oggetti quotidiani – una sedia, dei libri, un paio di pattini da ghiaccio – come frammenti di un racconto interrotto. Questi elementi evocano presenze assenti, desideri sospesi e memorie taciute, componendo un paesaggio narrativo che invita alla contemplazione e alla proiezione personale.
Nel 2011 si è aggiunto alla collezione l’intervento performativo e narrativo dal titolo Un Esilio di Valentina Vetturi. Attraverso le parole dell’esule riportate sotto forma di diario scritto, l’opera è pensata per essere letta lungo i sentieri della tenuta, trasformando il camminare in un gesto poetico e riflessivo.
Nel 2012, There is not a Priori Answer to this Dilemma (The Dolphin Hotel) di Francesca Banchelli nasce dall’uso di una scala recuperata da un edificio preesistente per indagare il senso del dubbio e dell’incertezza nell’azione. L’intervento, al tempo stesso scultoreo e performativo, espone lo spettatore a una condizione di sospensione, in cui l’oggetto si situa tra l’intenzione di riuso e il riconoscimento di un nuovo significato. L’opera crea uno spazio di osservazione che dialoga con le trasformazioni del paesaggio della tenuta, mutando l’atto di sospendere l’azione in un momento di consapevolezza e possibilità.
Nello stesso anno è stata installata anche W18S di Ettore Favini e Antonio Rovaldi, un intervento di arte ambientale che integra profondamente il paesaggio, l’atto del camminare e la riflessione poetica. Composto da diciotto lastre di pietra incise con i capitoli del Diario Walden ovvero Vita nei boschi di Thoreau (1854), il progetto segna il territorio creando punti di sosta fisica e mentale lungo i percorsi della tenuta. Ogni lastra invita il visitatore a un’esperienza di divagazione personale, permettendo di seguire la sequenza numerica, perdersi tra i boschi o esplorare radure aperte. L’opera trasforma il camminare in un atto creativo e contemplativo, suggerendo una ricostruzione spaziale e sensoriale del paesaggio, in cui il significato dell’arte emerge solo attraverso lo spostamento fisico e la percezione diretta del territorio.
Camera #3 realizzata nel 2014 da Cecilia Bertoni e Claire Guerrier in collaborazione con Carl G. Beukman, è un’installazione ambientale immersiva che riproduce l’ambiente intimo e sospeso di una camera, con oggetti quotidiani come un letto, una scrivania, cuscini e libri, che invitano il visitatore a muoversi lentamente e a confrontarsi con uno spazio di solitudine e riflessione. L’opera conclude un percorso iniziato nel 2011, nel quale le due artiste hanno esplorato identità femminili e dimensioni interiori complesse. Attraverso sottili reti di carta da parati, frammenti di memorie, calligrafie, immagini imprigionate e micro-installazioni di neonati in miniatura, Camera #3 evoca una prigionia fisica e mentale, in cui la presenza del visitatore si confronta con l’evanescenza e la fragilità del sé.
Infine, nel 2024 Waiting for a landslide di Andrea Nacciarriti è il risultato del ciclo di residenze dal titolo Il giardino segreto svolte tra l’autunno 2023 e la primavera 2024. L’intervento consiste in pietre in bronzo che sostituiscono rocce naturali in un lembo di frana del giardino della tenuta, trasformando un piccolo smottamento in un dispositivo poetico e riflessivo. L’opera mette al centro il tempo geologico e l’instabilità del paesaggio, ricordando che l’uomo e la natura coabitano in un unico ecosistema in continuo mutamento. Il bronzo, materiale nobile e al tempo stesso soggetto a trasformazioni chimiche, evidenzia la precarietà della forma e la transitorietà dell’intervento artistico, invitando a percepire l’arte non come presenza definitiva ma come processo in divenire.
Sintmaartensdijk, Olanda, 1960
Italia, 1961
Strasburgo, Francia, 1969

Ceretto Aziende Vitivinicole

Fattoria di Celle / Collezione Gori

Fattoria La Loggia

Planeta

Tenute Orestiadi e Fondazione Orestiadi

Antinori Art Project – Marchesi Antinori