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Antinori Art Project – Marchesi Antinori
San Floriano del Collio (GO), Quisca, Slovenia
Il progetto Ars Sine Finibus rappresenta un innovativo esempio di cooperazione artistica e territoriale transfrontaliera tra Italia e Slovenia. Ideato per valorizzare il patrimonio naturale e culturale condiviso delle colline del Collio e di Brda, esso trasforma i vigneti in un vero e proprio museo a cielo aperto, dove installazioni e sculture realizzate con materiali di recupero dialogano armoniosamente con il paesaggio vitivinicolo. L’iniziativa, sostenuta dall’Unione Europea attraverso il Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 nell’ambito del Programma Interreg Italia–Slovenia 2021–2027, propone una visione di arte sostenibile capace di coniugare creatività, tutela ambientale e sviluppo locale.
Il progetto Ars Sine Finibus rappresenta un innovativo esempio di cooperazione artistica e territoriale transfrontaliera tra Italia e Slovenia. Ideato per valorizzare il patrimonio naturale e culturale condiviso delle colline del Collio e di Brda, esso trasforma i vigneti in un vero e proprio museo a cielo aperto, dove installazioni e sculture realizzate con materiali di recupero dialogano armoniosamente con il paesaggio vitivinicolo. L’iniziativa, sostenuta dall’Unione Europea attraverso il Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 nell’ambito del Programma Interreg Italia–Slovenia 2021–2027, propone una visione di arte sostenibile capace di coniugare creatività, tutela ambientale e sviluppo locale.
Alla base di Ars Sine Finibus vi è la visione condivisa di Robert Princic e Matjaž Četrtič, due produttori che incarnano le anime complementari di un territorio unico, diviso da un confine politico, ma unito da una storia, una cultura e un paesaggio vitivinicolo comuni. Alla guida rispettivamente di Gradis’ciutta a San Floriano del Collio e della cantina Ferdinand a Kojsko, nel cuore del Brda sloveno, i due viticoltori sono interpreti appassionati dei grandi bianchi locali – Ribolla Gialla, Friulano, Malvasia e Sauvignon – affiancati da varietà internazionali come Chardonnay, Pinot Grigio e Merlot, vinificati con rigorosa attenzione alla qualità e all’identità territoriale. Conosciutisi al corso di Wine Business Masters a Trieste, Princic e Četrtič hanno dapprima avviato una collaborazione fondata su una visione transfrontaliera del vino. Da questo dialogo è nato Rebolium Sinefinis, uno dei primi esempi in Europa di vino senza confini, ottenuto dalla Ribolla Gialla/Rumena Rebula, vitigno simbolo del Collio e del Brda.
In seguito, il loro impegno si è esteso oltre la produzione enologica con la creazione dello spazio culturale Ars Sine Finibus inaugurato il 5 settembre 2025. Il progetto si configura come un intervento artistico e paesaggistico di ampio respiro, pensato per ricomporre l’unità agri-culturale dell’area tra Collio e Brda attraverso l’arte e la sostenibilità.
L’opera inaugurale di Ars Sine Finibus è So(g)no, un’installazione multisensoriale e transfrontaliera ideata dall’artista Marco Nereo Rotelli, costituita da due sfere gemelle in acciaio corten alte quattro metri collocate rispettivamente a Giasbana (Italia) e Kojsko (Slovenia), a soli quindici chilometri di distanza. Queste «case dell’uva e della parola», così come le definisce l’artista, visitabili all’interno, sono concepite come spazi di incontro tra natura, poesia, arte e scienza. Rotelli ha tratto ispirazione dalla semplicità di un acino d’uva, trasformandolo in un simbolo architettonico che, illuminato e inciso di parole, diventa una dimora del linguaggio e della memoria collettiva.
Sulla superficie esterna dei due acini-casa sono intarsiati versi dei poeti Aleš Šteger e Valerio Magrelli, mentre all’interno è incastonato il percorso Via Lucis, un panorama composto da una serie di venticinque ceramiche di Giorgio Celiberti. So(g)no è anche luogo in cui arte e ricerca scientifica si intrecciano grazie all’inclusione del Tree Talking di Riccardo Valentini, Premio Nobel per il clima, che ha ideato una vite parlante dotata di sensori ambientali capaci di registrare in tempo reale i dati sullo stato dell’ecosistema, creando un dialogo diretto tra uomo e natura. Alessio Bertallot ha firmato la dimensione sonora dell’opera, dal titolo Remota: una colonna acustica fatta di sussurri poetici che evocano la distanza e, al tempo stesso, la connessione tra luoghi e voci. Attraverso la combinazione dei diversi elementi multisensoriali, So(g)no non è solo un’opera artistica, ma un dispositivo poetico e ambientale, una soglia simbolica che invita il visitatore ad attraversarne i confini materiali e immateriali per riscoprire un senso condiviso di appartenenza e relazione con la terra.
Ars Sine Finibus si distingue, inoltre, per la sua attenzione alle nuove generazioni. Infatti, il progetto ha previsto lo svolgimento di un concorso pubblico per giovani artisti provenienti dalle accademie d’arte di Venezia, Udine, Nova Gorica e Lubiana, chiamati a creare opere site-specific usando materiali sostenibili e visioni condivise. Le varie installazioni sono distribuite lungo un itinerario visitabile a piedi, tra i filari, le strade rurali e i sentieri del paesaggio collinare.
Mucca senza passaporto, ideata da Lili Grudina e Daniele Poli, è un’installazione che trasforma un cancello di ferro in un simbolo di memoria e riflessione sui confini. Da un lato, lo stencil raffigurante una mucca attraversata da una linea di frontiera ricorda un episodio testimoniato da una fotografia d’archivio legato alla divisione tra Slovenia e Italia. Dall’altro, una composizione astratta sviluppata sulla base dei colori primari evoca le reti cittadine e i muri urbani, memorie di barriere che un tempo dividevano famiglie e comunità.
Synergos 1 e Synergos 2 sono due opere gemelle concepite da Vanessa Stefan e Khamzina Nailia con materiali di recupero, tra cui ferro, cerchi di botti e frammenti di vetro, concepite per esplorare i temi di unità e dialogo interculturale. Al centro della composizione si colloca l’immagine di un tronco di vite, costituito da due sagome in fili di ferro intrecciate tra di loro, simbolo dell’amicizia e della collaborazione che hanno reso possibile la nascita del progetto artistico Ars Sine Finibus. La sezione inferiore delle opere riprende lo stesso schema binario attraverso due cerchi di botti intrecciati, custodi della memoria del vino, con una base decorata da un mosaico di frammenti di bottiglie colorate.
Scritto nelle pietre è un’installazione site-specific realizzata con materiali naturali, tra cui pietre e terre della ponca, progettata da Gloria Veronica Lavagnini, Tajda Tomšič e Juliana Florez Garcia. Al centro, un arco affiancato dalla sagoma di un muro che evoca i confini politici diventa soglia simbolica di transizione, mentre mattoni e pietre sospese su sottili fusti metallici compongono un gioco di livelli che unisce cielo e terra.
Con Santuario, Pietro Chiarello e Jasmin Prezioso hanno trasformato una botte di vino laccata di blu in un ambiente spirituale e abitabile, all’interno del quale gli antichi strumenti del lavoro agricolo evocano le icone religiose. Dalla collaborazione dei due artisti è nata anche Fortino, un’installazione che reinterpreta le strutture militari da avvistamento come architettura aperta e vulnerabile, trasformando lo spazio del conflitto in luogo di gioco e dialogo, dove la materialità diventa esperienza dinamica e relazionale.
Spazio Vite 1 e Spazio Vite 2 di Chiara Andolina, Tommaso Marchesi e Simona Tessaro sono due sculture gemelle in ferro, filo metallico e tralci di vite, che riproducono una gabbia per spumante monumentale. La possibilità di percorrerle all’interno le converte in spazi di incontro tra cultura italiana e slovena.
Infine, Sconfinare 1 e Sconfinare 2 sono due opere complementari di Sofia Aloni e Lorenzo Lavezzo che riflettono sul tema delle frontiere. Ispirate alle variazioni demografiche di Gorizia e Nova Gorica, le installazioni utilizzano doghe di botti dismesse, organizzate come colonne su un grafico, per creare una scultura che evoca un cancello, reinterpretato in questa sede come segno di apertura piuttosto che di separazione.
Italia, 1992
Colombia, 1994
Slovenia, 1996

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

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