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Antinori Art Project – Marchesi Antinori
Castagneto Carducci (LI)
Caccia al Piano è una realtà vitivinicola situata nel cuore di Bolgheri, lungo la rinomata Via Bolgherese, nel comune di Castagneto Carducci. Oltre alla produzione vinicola, la tenuta ha inaugurato nel 2023 un programma culturale che intreccia arte contemporanea e paesaggio attraverso mostre e installazioni site-specific. La tenuta nasce nel 2003 su iniziativa di Franco Ziliani, enologo fondatore della Guido Berlucchi e figura centrale nella storia del Metodo Classico italiano in Franciacorta, che scelse di investire in questo territorio con l’obiettivo di produrre vini rossi di alta qualità. L’acquisto della proprietà avvenne a seguito della scoperta del vigneto San Biagio, area particolarmente vocata per posizione, esposizione e composizione dei suoli.
Caccia al Piano è una realtà vitivinicola situata nel cuore di Bolgheri, lungo la rinomata Via Bolgherese, nel comune di Castagneto Carducci. Oltre alla produzione vinicola, la tenuta ha inaugurato nel 2023 un programma culturale che intreccia arte contemporanea e paesaggio attraverso mostre e installazioni site-specific. La tenuta nasce nel 2003 su iniziativa di Franco Ziliani, enologo fondatore della Guido Berlucchi e figura centrale nella storia del Metodo Classico italiano in Franciacorta, che scelse di investire in questo territorio con l’obiettivo di produrre vini rossi di alta qualità. L’acquisto della proprietà avvenne a seguito della scoperta del vigneto San Biagio, area particolarmente vocata per posizione, esposizione e composizione dei suoli.
Caccia al Piano si estende su circa ventitré ettari vitati, suddivisi nei quattro principali appezzamenti: San Biagio, Grottine, Cantina e Le Bozze. La produzione si attesta intorno alle 140.000 bottiglie annue, con una selezione varietale incentrata sui grandi vitigni internazionali. Il nucleo della tenuta sorge su un antico feudo venatorio della famiglia Della Gherardesca, risalente al 1868 e oggi completamente riqualificato. La nuova cantina di vinificazione, inaugurata nel 2014, è stata progettata in armonia con il paesaggio bolgherese, combinando elementi di architettura razionalista con richiami alle storiche torri tabaccaie della costa toscana. La struttura comprende spazi tecnici all’avanguardia, una barricaia interrata, una torre panoramica e una galleria dedicata a mostre d’arte contemporanea.
Il programma culturale avviato nel 2023 a cura di Giorgio Galotti coinvolge artisti/e contemporanei chiamati a realizzare installazioni site-specific capaci di dialogare con gli spazi produttivi e con la natura e il territorio bolgherese. Le opere vengono esposte temporaneamente in concomitanza con le mostre annuali che si dipanano tra i vigneti e gli ambienti della cantina, con l’obiettivo di mettere in relazione il processo vitivinicolo con i temi della trasformazione, della materia e dei cicli naturali.
Il progetto espositivo inaugurale del 2023, intitolato Satelliti, ha indagato il legame tra i movimenti del cosmo e le fasi della vinificazione, attraverso un percorso diffuso che si snodava tra i vigneti, la barricaia e la torre panoramica. Le opere, ispirate al ciclo vitale scandito dall’evoluzione della volta celeste, hanno accompagnato il visitatore in una narrazione visiva, sonora e poetica, integrandosi negli ambienti produttivi e trasformandosi esse stesse in metafora della futura vinificazione.
Punto di inizio e di fine della mostra era Sole di Alice Ronchi: un arco in ottone posizionato tra i cipressi e i vitigni, concepito come un varco di congiunzione tra terra e cielo. All’interno della barricaia, le sculture sospese di Anders Holen, Fruit pyramid with descending staircase e 0 (heatsink) I-III, evocavano un sistema planetario autonomo, con un nucleo centrale di vetro illuminato da una luce pulsante, immagine traslata del sistema solare. Al termine della mostra, le opere di Holen sono entrate a far parte della collezione permanente della tenuta.
Lungo la salita verso la torre panoramica era esposta From Noite #1 to Noite #8 di Renata De Bonis, una serie di dipinti su tela ritraenti la luna che introduceva uno spazio intimo di riflessione prima di raggiungere la sommità della cantina. Il percorso verticale proseguiva con Una di Ettore Favini. L’installazione, collocata in cima alla torre, era dedicata simbolicamente alla Luna in quanto satellite guida dei cicli biologici e delle forze magnetiche terrestri; attualmente, della stessa opera, la tenuta conserva una litografia. La mostra si concludeva con Welcome Wanderer, installazione sonora di Matteo Nasini, una traduzione musicale del movimento delle stelle della Via Lattea ed evocazione dell’isolamento del nostro pianeta rispetto al resto della galassia.
Con la mostra Terre Rare nel 2024, Caccia al Piano ha proseguito il percorso di dialogo tra arte contemporanea e paesaggio produttivo, offrendo una riflessione sul valore delle risorse naturali e sull’equilibrio tra uomo e ambiente.
La mostra si apriva con Otto cono maschera di Francesco Cavaliere, scultura sonora in ottone capace di amplificare i suoni del paesaggio di Bolgheri e trasformare lo spazio in un punto d’ascolto dedicato al territorio. Il percorso di visita proseguiva con Germoglio di Remo Salvadori. L’opera, costituita da un primo germoglio di dimensioni maggiori installato sulla parete esterna della cantina e da un secondo più piccolo all’interno della cella frigorifera, creava un racconto unitario tra gli spazi esterni e interni della tenuta. Riproducendo una geometria di cerchi intrecciati, l’installazione evocava i temi della fertilità e della rinascita, mettendo in relazione il ciclo naturale con l’azione dell’uomo. A seguito della mostra, l’opera è stata acquisita ed è entrata a far parte della collezione permanente.
La mostra Terre Rare continuava all’interno della cantina e nella torre con le opere di Namsal Siedlecki, attraverso le quali l’artista ha convertito gli spazi produttivi in una riflessione sulla storia e sulle materie native del territorio. Fago (Ugolino), una scultura in zolfo in otto pezzi, si ispirava alla tragica figura di Ugolino della Gherardesca, personaggio storicamente legato alla tenuta e simbolo di sacrificio e trasformazione. Viandante, una vasca galvanica con sculture in rame e verderame, richiamava invece i processi chimici che accompagnano la crescita e la protezione delle vigne, mentre Limes, realizzata con vetro, rame e cenere di lupo, rimandava simbolicamente ai confini culturali e fisici dell’Impero Romano.
La mostra si concludeva nella barricaia con Untitled (Lament) del collettivo Claire Fontaine, una lightbox con un dettaglio del Compianto sul Cristo Morto di Giotto. L’opera si configura come un dispositivo di mediazione critica che problematizza le nozioni di “originale” e di “autoriale” nell’epoca digitale, invitando lo spettatore a sospendere il proprio sguardo per riflettere sulla dialettica tra la percezione e la realtà visiva. Nell’estate del 2025 è stata presentata It Is About Time di Alice Guareschi, opera che con le sue didascalie metalliche si è inserita nel paesaggio vitato di Caccia al Piano riflettendo sul legame tra il tempo e il processo di vinificazione.

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PALAZZOIRREALE (BOSCA)

Ca’ del Bosco

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Ottella

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