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Antinori Art Project – Marchesi Antinori
Bassano Del Grappa (VI)
Una delle più antiche tradizioni italiane legate all’enologia e alla viticoltura è quella della distillazione delle vinacce dopo il raccolto, un’attività diffusa in tutta la penisola che trova nel veneto Bortolo Nardini il suo pioniere. Fondatore della Distilleria Nardini, egli è infatti considerato il produttore della prima grappa d’Italia, realizzata nel 1779 nella sua distilleria aperta a Bassano del Grappa (VI) dopo anni di vita itinerante tra Trento e Vicenza, nella Valsugana. Qui ottiene direttamente dai contadini le vinacce e inizia a vendere il suo prodotto, che chiama Acquavite di vinaccia. La storia della Distilleria Nardini attraversa oltre due secoli di trasformazioni e innovazioni industriali. Dalla produzione negli alambicchi tradizionali di fine Settecento e inizio Ottocento, l’azienda passa nel 1860 agli alambicchi a vapore, segnando il passaggio dalla produzione artigianale a quella industriale. Un’evoluzione costante che prosegue attraverso tutto il Novecento giungendo fino a oggi e mantenendo saldo il legame con la tradizione e la qualità del prodotto.
Una delle più antiche tradizioni italiane legate all’enologia e alla viticoltura è quella della distillazione delle vinacce dopo il raccolto, un’attività diffusa in tutta la penisola che trova nel veneto Bortolo Nardini il suo pioniere. Fondatore della Distilleria Nardini, egli è infatti considerato il produttore della prima grappa d’Italia, realizzata nel 1779 nella sua distilleria aperta a Bassano del Grappa (VI) dopo anni di vita itinerante tra Trento e Vicenza, nella Valsugana. Qui ottiene direttamente dai contadini le vinacce e inizia a vendere il suo prodotto, che chiama Acquavite di vinaccia.
La storia della Distilleria Nardini attraversa oltre due secoli di trasformazioni e innovazioni industriali. Dalla produzione negli alambicchi tradizionali di fine Settecento e inizio Ottocento, l’azienda passa nel 1860 agli alambicchi a vapore, segnando il passaggio dalla produzione artigianale a quella industriale. Un’evoluzione costante che prosegue attraverso tutto il Novecento giungendo fino a oggi e mantenendo saldo il legame con la tradizione e la qualità del prodotto.
Pur non essendo una cantina vinicola, Nardini rappresenta un esempio emblematico di dialogo tra architettura contemporanea e cultura vitivinicola, grazie all’intervento dell’architetto Massimiliano Fuksas, incaricato, insieme alla moglie Doriana, di progettare una nuova struttura per celebrare nel 2004 il 225° anniversario dell’azienda.
Il complesso si distingue per il suo design futuristico, che richiama l’alchimia della distillazione attraverso le cosiddette “bolle” di vetro, collocate nel parco aziendale progettato da Pietro Porcinai negli anni Ottanta. Queste forme leggere e sospese sono diventate un simbolo iconico di Bassano del Grappa, dimostrando come l’integrazione tra produzione vitivinicola e arti contemporanee possa davvero incidere nella trasformazione culturale del paesaggio.
Fuksas ha concepito il progetto come un dono al territorio oltre che alla famiglia Nardini: un omaggio a una zona d’Italia che si è distinta per la sua produzione vitivinicola d’eccellenza, oggi resa ancor più iconica grazie all’intervento dell’architetto.
La struttura non è solo un segno visivo, ma anche un laboratorio di ricerca e cultura, dedicato alla promozione della grappa e delle sue tradizioni rinnovate. Al suo interno ospita infatti un auditorium, spazi e percorsi dimostrativi che invitano a scoprire, durante le visite guidate, il processo di distillazione.

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

Ca’ del Bosco

Ceretto Aziende Vitivinicole

Tenute Lunelli – Tenuta Castelbuono

Masi

L”Astemia