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Ceretto Aziende Vitivinicole
Località Sordo, Serralunga d'Alba (CN)
L’Azienda Agricola Garesio, realtà familiare con sede a Serralunga d’Alba, si è progressivamente affermata nel panorama vitivinicolo delle Langhe per l’adozione di pratiche biologiche e sostenibili e per la sensibilità nel valorizzare la storia e la cultura del territorio attraverso iniziative culturali come il Garesio Wine Prize, un premio dedicato alla fotografia contemporanea.
L’Azienda Agricola Garesio, realtà familiare con sede a Serralunga d’Alba, si è progressivamente affermata nel panorama vitivinicolo delle Langhe per l’adozione di pratiche biologiche e sostenibili e per la sensibilità nel valorizzare la storia e la cultura del territorio attraverso iniziative culturali come il Garesio Wine Prize, un premio dedicato alla fotografia contemporanea.
Il progetto vitivinicolo di Garesio nasce nel 2010 con l’acquisto di un primo appezzamento vitato a Barbera a Incisa Scapaccino, che ha permesso l’avvio di una produzione artigianale di poche migliaia di bottiglie, vinificate grazie al supporto di un amico della famiglia. Una fase di significativa espansione si realizza nel 2013 con l’acquisizione della Tenuta di Serralunga d’Alba, nel cuore delle Langhe: tre ettari e mezzo di nebbiolo da barolo attorno a un’antica cantina successivamente restaurata e oggi sede produttiva dell’azienda. Ulteriori investimenti effettuati nel 2018 hanno consentito di portare il patrimonio vitato a venticinque ettari complessivi, includendo siti altamente vocati tra Castelnuovo Calcea e Perletto, e portando la produzione annua a circa 85.000 bottiglie. Nel 2024, a completamento di un progetto di riqualificazione architettonica e territoriale, la famiglia inaugura il Garesio Wine Resort, rafforzando il legame tra ospitalità, paesaggio e identità vitivinicola.
L’impegno di Garesio nel campo dell’arte contemporanea si configura come una componente strutturale dell’identità aziendale, maturata negli ultimi anni attraverso collaborazioni con istituzioni culturali di respiro internazionale.
Fin dai primi anni di attività, l’azienda ha instaurato una collaborazione significativa con la Fondazione Muse, da cui hanno preso forma progettualità a carattere solidale e inclusivo. Nell’ambito dei laboratori artistici promossi congiuntamente da Muse e Garesio, le illustrazioni realizzate dai bambini coinvolti sono divenute elementi distintivi delle etichette di alcuni vini. Questa iniziativa, oltre a contribuire al sostegno economico della fondazione, ha significativamente evidenziato come la cultura del vino possa farsi strumento di partecipazione e di responsabilità sociale.
Questo orientamento ha favorito l’affermazione di un modello in cui la pratica vitivinicola si pone in dialogo con le arti visive, riconoscendo nella ricerca estetica e nella cura per il territorio valori comuni. È in tale prospettiva che si inserisce la recente collaborazione con CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia, da cui è nato nel 2024 il Garesio Wine Prize for Documentary Photography, nella cornice del progetto Exposed Torino Foto Festival. La prima edizione del premio, valutata da una giuria composta da Menno Liauw, Walter Guadagnini e Giovanna Garesio, ha individuato nella fotografa svizzera-italiana Olga Cafiero una voce emergente di particolare interesse, selezionata tra i giovani talenti di Futures Photography.
Nella sede di Serralunga d’Alba, l’artista ha svolto una residenza che ha dato vita a un nuovo progetto artistico strettamente legato al paesaggio del Barolo, Cultus Langarum, la cui presentazione nel 2025 ha costituito una ulteriore testimonianza della volontà dell’azienda di farsi promotrice di cultura oltre che produttrice di vino.
La scelta di premiare Olga Cafiero si inserisce in una prospettiva che riconosce nella fotografia contemporanea un linguaggio capace di interpretare in modo innovativo il rapporto tra territorio, sostenibilità e memoria. La ricerca dell’artista, caratterizzata da una forte sensibilità verso le tematiche ecologiche, si sviluppa attraverso un’indagine che intreccia storia, tecnica e immaginario: l’ispirazione nata dal primo trattato di enologia moderna redatto dal generale Staglieno (1835), coevo agli anni della nascita della fotografia, diviene il punto di partenza per un parallelismo tra l’evoluzione del vino e quella del medium fotografico. In residenza a Serralunga d’Alba, Cafiero ha adottato metodologie differenti e complementari, dalle riprese realizzate con camere ottiche fisse installate nel paesaggio, ai procedimenti sperimentali che utilizzano il vino come agente fotosensibile, fino alla realizzazione di immagini di carattere più descrittivo che documentano la geologia e gli strumenti agricoli locali. A tali approcci si affiancano visioni aeree e interpretazioni di matrice onirica che problematizzano l’abituale percezione delle Langhe. Il progetto si configura così come un percorso di conoscenza progressiva: un ascolto del territorio, delle sue storie e della comunità che lo abita, attraverso una fotografia che unisce rigore analitico e tensione poetica, e che risulta pienamente coerente con i valori identitari e produttivi di Garesio.

Ceretto Aziende Vitivinicole

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