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Antinori Art Project – Marchesi Antinori
Suvereto (LI)
Petra è una realtà vitivinicola toscana collocata in un’oasi naturale che si estende per trecento ettari tra le Colline Metallifere, il Parco di Montioni, la Riserva di Poggio Tre Cancelli e il Parco della Sterpaia, affacciato sul Mar Tirreno. In questo paesaggio prende forma il progetto enologico di Francesca Moretti, guidato da un profondo rispetto per l’identità e la vocazione del territorio. Tale visione trova una compiuta espressione nell’architettura della cantina che traduce in forma tangibile il dialogo continuo tra natura e opera umana, elevando la produzione vinicola a esperienza culturale e sensoriale.
Petra è una realtà vitivinicola toscana collocata in un’oasi naturale che si estende per trecento ettari tra le Colline Metallifere, il Parco di Montioni, la Riserva di Poggio Tre Cancelli e il Parco della Sterpaia, affacciato sul Mar Tirreno. In questo paesaggio prende forma il progetto enologico di Francesca Moretti, guidato da un profondo rispetto per l’identità e la vocazione del territorio. Tale visione trova una compiuta espressione nell’architettura della cantina che traduce in forma tangibile il dialogo continuo tra natura e opera umana, elevando la produzione vinicola a esperienza culturale e sensoriale.
Dopo l’acquisto della tenuta nel 1997 da parte di Francesca Moretti e della sua famiglia, già protagonisti dell’eccellenza vitivinicola italiana in Franciacorta, ha avuto inizio un processo di profonda trasformazione e valorizzazione del territorio. I lavori in vigneto, avviati nel 1998, hanno previsto l’impianto di varietà internazionali e autoctone – tra cui Syrah, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Sangiovese – ponendo le basi per un articolato progetto di ricerca sul terroir maremmano. Nel 2014 un nuovo impulso è giunto con la collaborazione dell’enologo Giuseppe Caviola, che ha contribuito a definire una visione produttiva più contemporanea e sensibile all’espressione autentica delle uve.
La filosofia produttiva di Petra si fonda sulla tutela della biodiversità e sui principi di sostenibilità nelle diverse fasi di lavorazione. Il processo di vinificazione, ispirato al principio della gravità naturale, consente di preservare l’integrità delle uve e la purezza del mosto. A sostegno di questa visione, Francesca Moretti ha affidato la direzione agronomica a Marco Simonit, con l’obiettivo di promuovere pratiche colturali rispettose dell’equilibrio biologico del suolo e delle piante. In cantina, la filosofia di Caviola privilegia un intervento discreto e non invasivo, da cui nascono vini che riflettono in modo autentico il carattere del territorio e l’idea di un equilibrio armonico tra natura, tecnica e sensibilità umana.
La visione aziendale di Petra trova piena espressione nell’architettura della cantina, progettata da Mario Botta e costruita tra il 2001 e il 2003. Inserita armoniosamente nel paesaggio delle colline della Val di Cornia, la struttura si distingue per un impianto planimetrico complesso: il volume principale è un cilindro sezionato da un piano inclinato, affiancato da due ali laterali schermate da porticati che si aprono sul vigneto circostante. Il corpo centrale, inciso da una scenografica scalinata esterna, accoglie i serbatoi di vinificazione e gli spazi per l’invecchiamento disposti tra il piano terreno e il livello ipogeo.
Al piano terra si trovano la barricaia e gli spazi per la maturazione del vino, in cui moduli prefabbricati in cotto, poggiati su un letto di sabbia e ghiaia, mantengono le barriques a contatto con un suolo naturalmente umido, favorendo condizioni ideali per la conservazione. Il primo piano ospita invece le aree di pigiatura e le zone tecnologiche, mentre nel livello ipogeo un sistema di gallerie scavate nella collina conduce fino a una parete di roccia, spazio conclusivo e contemplativo, custodito da una scultura lignea di Giuseppe Rivadossi, simbolo del legame tra la cantina e la materia primordiale del territorio.
Con questo progetto, Botta reinterpreta la tipologia delle grandi ville toscane, fondendo l’eredità arcaica della tradizione agricola con la funzionalità richiesta dalle moderne tecnologie enologiche. La luce assume un ruolo compositivo e simbolico centrale: il cilindro, privo di un fronte definito, agisce come una meridiana architettonica in cui ogni variazione luminosa modella i volumi e rivela il dialogo costante tra natura e costruzione. Petra si configura così come un’architettura del paesaggio e della luce, un organismo rispettoso dell’ambiente in cui si inserisce, capace di esprimere insieme memoria, innovazione e identità.

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

Ca’ del Bosco

Ceretto Aziende Vitivinicole

Tenute Lunelli – Tenuta Castelbuono

Masi

L”Astemia