Location

Antinori Art Project – Marchesi Antinori
Guarene (CN)
Sulla collina di San Licerio a Guarene, il Parco d’Arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è dal 2019 un’area espositiva dedicata a sculture di grandi dimensioni, realizzate da artisti/e internazionali in dialogo con il paesaggio del Roero. Il progetto rappresenta una naturale estensione all’aperto della missione culturale della fondazione, istituita nel 1995 su iniziativa di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Agostino Re Rebaudengo. Punto di riferimento nel panorama italiano per il sostegno e la valorizzazione dell’arte contemporanea, la fondazione incarna l’idea di un nuovo mecenatismo, basato su principi di responsabilità culturale, sostenibilità e accessibilità. Organizzazione non-profit, essa opera su più sedi: a Torino, nel centro d’arte progettato da Claudio Silvestrin, a Guarene, presso lo storico Palazzo Re Rebaudengo, riaperto al pubblico nel 1997 e profondamente legato al tessuto culturale e paesaggistico del territorio, a Madrid, con progetti espositivi in sedi temporanee, e a Venezia, sull’Isola di San Giacomo.
Sulla collina di San Licerio a Guarene, il Parco d’Arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è dal 2019 un’area espositiva dedicata a sculture di grandi dimensioni, realizzate da artisti/e internazionali in dialogo con il paesaggio del Roero. Il progetto rappresenta una naturale estensione all’aperto della missione culturale della fondazione, istituita nel 1995 su iniziativa di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Agostino Re Rebaudengo. Punto di riferimento nel panorama italiano per il sostegno e la valorizzazione dell’arte contemporanea, la fondazione incarna l’idea di un nuovo mecenatismo, basato su principi di responsabilità culturale, sostenibilità e accessibilità. Organizzazione non-profit, essa opera su più sedi: a Torino, nel centro d’arte progettato da Claudio Silvestrin, a Guarene, presso lo storico Palazzo Re Rebaudengo, riaperto al pubblico nel 1997 e profondamente legato al tessuto culturale e paesaggistico del territorio, a Madrid, con progetti espositivi in sedi temporanee, e a Venezia, sull’Isola di San Giacomo.
A Guarene, sulla collina di San Licerio, il parco d’arte accoglie sedici installazioni permanenti, distribuite lungo un percorso sempre aperto e accessibile gratuitamente, in cui l’arte contemporanea dialoga con il paesaggio al di fuori dei tradizionali contesti espositivi. Progettato dagli architetti Lorenzo Rebediani e Vera Scaccabarozzi, l’itinerario si snoda tra i filari di Nebbiolo e le aree boschive di salici, cipressi e querce, piantate in collaborazione con Asja Ambiente, società fondata da Agostino Re Rebaudengo. Con oltre duemilacinquecento alberi messi a dimora per favorire la stabilità del suolo e compensare le emissioni di CO₂, il parco rappresenta un virtuoso esempio di integrazione tra progettazione artistica e sostenibilità ambientale.
All’interno di questo paesaggio rinnovato, la vigna occupa un ruolo speciale, intrecciando natura, storia familiare e progetto artistico. In origine collocata sul fronte più scosceso della collina, è stata ripiantata nella parte pianeggiante, mentre i versanti verticali sono stati consolidati con terrazzamenti e nuovi innesti arborei, rendendo il territorio più stabile e armonioso. Oggi la vigna di Nebbiolo produce un rosé e un rosso, in bottiglie magnum che portano il nome di Stellare, in omaggio allo stemma della famiglia Re Rebaudengo. Non commercializzati ma serviti esclusivamente durante eventi e mostre della fondazione, questi vini si distinguono per le etichette disegnate dagli artisti/e che vi hanno collaborato.
Nel parco d’arte, la maggior parte delle opere nasce da commissioni dirette e site-specific, ideate in relazione al paesaggio e al contesto locale. La fondazione sostiene in modo continuativo la realizzazione di nuove installazioni, inaugurate in concomitanza dei principali momenti espositivi che scandiscono la vita culturale di Guarene: in primavera, con la mostra dei curatori dello Young Curators Residency Programme, e in autunno, in parallelo alla fiera torinese Artissima.
Nel 2019, l’opera che ha inaugurato il parco è stata Flat Earth Visa di Paul Kneale, un’installazione composta da tre antenne paraboliche rivolte verso il cielo, accompagnate da recinzioni in acciaio realizzate a partire da fotografie scattate in giro per il mondo. L’opera contrappone la fisicità dei confini all’immaterialità della comunicazione globale. Nel 2021, il percorso d’arte si è arricchito con nuove installazioni: Monowe (The Terminal Outpost) di Ludovica Carbotta, una torre di guardia che prosegue il racconto dell’artista di una città immaginaria abitata da un solo individuo; Affioramenti di Manuele Cerutti, un intervento architettonico e pittorico concepito per l’edicola votiva della collina; le monumentali panchine Cypress Violets e Cypress Reds di Mark Handforth; Vehicle (Amphibian) di Carsten Höller, un veicolo immaginario azionato dalla fantasia; Trashstone 036 di Wilhelm Mundt, forma biomorfica che riflette sul tema del consumo e della trasformazione dei materiali; infine, Rise di Marguerite Humeau, scultura in alluminio che richiama gli intrecci dei microscopici fiori della vite, collocata sulla sommità della collina.
Nel 2022 sono state installate Passaggio d’acqua (la doccia) di Stefano Boeri, ispirata ai racconti dei migranti che attraversano il Mediterraneo, Colonna per uno stilita di Stefano Arienti, concepito come un affioramento archeologico nel paesaggio e Approximation (Chameleon through the Looking Glass) di Katja Novitskova, che l’artista definisce come un “oggetto fotografico scultoreo” integrato nello scenario del parco. Nel 2023 Marinella Senatore ha inaugurato In ognuno la traccia di ognuno, una scultura di luce ispirata alle luminarie del Sud Italia che riporta il celebre verso di Primo Levi ed è stata realizzata in collaborazione con la comunità di Guarene. Nel 2024 sono state presentate Paesaggi Corporali di Binta Diaw, una fotografia in dialogo con il profilo della collina, e il mosaico Foam di Tauba Auerbach, una quinta che mette in relazione il paesaggio con la scala del microscopico.
Nel 2025 il progetto Snodi. Colline co-creative ha introdotto tre nuove opere che ampliano la dimensione ludica e partecipativa del parco: Une machine à jouer composta da due griglie ondulate, tre tubi attrezzati e un’altalena, realizzata dal collettivo Parasite 2.0, Altalena (al vento) di Francesco Arena e la scultura in acciaio a forma di tartaruga Cherepaha (Letdown) di Sanya Kantarovsky, realizzata per Letdown, la mostra personale che la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo gli ha dedicato nel novembre 2017 nella sede di Torino.
Nello stesso anno, la collezione del parco si è ampliata ulteriormente con La Cantina de Guarene di Sol Calero, un mosaico tridimensionale ispirato all’immaginario e alla cultura dei Caraibi, realizzato nell’antico serbatoio per l’accumulo dell’acqua. Attraverso un intervento pittorico e architettonico, lo spazio è stato trasformato in un luogo di convivialità e condivisione.
A Guarene, la fondazione affianca alla committenza artistica un ampio impegno educativo e sociale, con progetti che coinvolgono bambini, scuole, adulti e persone con disabilità, nella convinzione che l’arte sia uno strumento di crescita, consapevolezza e inclusione. In questa prospettiva, il parco d’arte si configura come un luogo di incontro tra identità locale e cultura internazionale, capace allo stesso tempo di attirare visitatori da tutto il mondo e rafforzare il legame con la comunità di Guarene attraverso eventi condivisi come laboratori, concerti e attività culturali, implementando così il ruolo dell’arte come motore di partecipazione e crescita collettiva.

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

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