Location

Ca’ del Bosco
Caorle (VE)
Ca' Corniani, situata nei pressi di Caorle e della laguna veneziana, è un borgo rurale ottocentesco emblematico della storia agricola italiana e delle sue sperimentazioni tecnologiche applicate. L’area di origine lagunare divenne fortemente paludosa tra il Cinque e il Seicento a seguito delle opere idrauliche condotte dalla Serenissima, che intendeva deviare il corso del Piave per evitare l’interramento della laguna di Venezia. Nel Settecento il territorio passò dalle mani delle famiglie Cottoni, Algarotti e Corniani – da cui deriva il nome del borgo – fino a diventare, nel 1848, proprietà di Girolamo Lattis, che avviò i primi investimenti agricoli su circa quattrocento ettari destinati alla coltivazione di riso. Nel 1851 l’area fu acquisita da Assicurazioni Generali che promosse una delle primissime bonifiche “meccanizzate” private del Veneto, trasformando 1700 ettari di palude in una tenuta agricola modello e determinando un notevole sviluppo produttivo e demografico. Oggi Ca’ Corniani, parte delle Tenute Leone Alato di Generali, è un centro di sperimentazione tecnologica ed energetica applicata all’agricoltura e alla vitivinicoltura. Nei suoi terreni si estendono vasti vigneti, mentre vasche e botti di affinamento sostengono la produzione di Prosecco e Pinot Grigio, simbolo di una tradizione produttiva radicata nel progetto di bonifica partito nel 1851.
Ca’ Corniani, situata nei pressi di Caorle e della laguna veneziana, è un borgo rurale ottocentesco emblematico della storia agricola italiana e delle sue sperimentazioni tecnologiche applicate. L’area di origine lagunare divenne fortemente paludosa tra il Cinque e il Seicento a seguito delle opere idrauliche condotte dalla Serenissima, che intendeva deviare il corso del Piave per evitare l’interramento della laguna di Venezia. Nel Settecento il territorio passò dalle mani delle famiglie Cottoni, Algarotti e Corniani – da cui deriva il nome del borgo – fino a diventare, nel 1848, proprietà di Girolamo Lattis, che avviò i primi investimenti agricoli su circa quattrocento ettari destinati alla coltivazione di riso. Nel 1851 l’area fu acquisita da Assicurazioni Generali che promosse una delle primissime bonifiche “meccanizzate” private del Veneto, trasformando 1700 ettari di palude in una tenuta agricola modello e determinando un notevole sviluppo produttivo e demografico. Oggi Ca’ Corniani, parte delle Tenute Leone Alato di Generali, è un centro di sperimentazione tecnologica ed energetica applicata all’agricoltura e alla vitivinicoltura.
Nei suoi terreni si estendono vasti vigneti, mentre vasche e botti di affinamento sostengono la produzione di Prosecco e Pinot Grigio, simbolo di una tradizione produttiva radicata nel progetto di bonifica partito nel 1851.
In questo contesto intriso di storia, tra il 2017 e il 2019, Genagricola ha avviato un processo di riqualificazione del borgo attraverso l’inaugurazione del concorso Ca’ Corniani. Terre d’Avanguardia, il primo vero progetto artistico della tenuta, il cui obiettivo era il recupero di zone dismesse o pericolanti. Il progetto prevedeva infatti l’inserimento di tre opere nelle Tre Soglie di accesso al Borgo o alle aree di produzione, con l’intento di enfatizzare in termini storico-artistici la “soglia” come zona di passaggio, sosta e scambio culturale.
Il concorso, promosso da Genagricola e Generali Italia, è stato curato artisticamente da Eight Art Project, rappresentato da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, e paesaggisticamente da Land Srl, con Andreas Kipar e Giovanni Sala: una collaborazione unica tra privati e territorio lagunare che ha segnato i primi passi della rinascita del borgo storico.
Gli artisti partecipanti erano Alberto Garutti, Carsten Höller, Remo Salvadori, Tobias Rehberger e Monica Bonvicini, cinque nomi di fama internazionale che hanno progettato interventi site-specific intesi come atti culturali di riqualificazione ambientale e paesaggistica. La giuria era composta da figure di alto profilo come Gabriella Belli, Pippo Ciorra, Philippe Donnet, Giancarlo Fancel, Andrea Kipar, Beatrice Merz, Marco Sesana, Elena Tettamanti e Vicente Todolí.
L’artista vincitore è stato Alberto Garutti, che ha riqualificato la Soglia Nord intervenendo su Ca’ Cottoni, casale in passato abitato dalla comunità locale, inserendo un tetto dorato che copre l’edificio in sostituzione della pericolante copertura precedente; la Soglia Est inserendo nel paesaggio agricolo una scritta al neon bianco che, grazie ad un collegamento del CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano), aumenta l’intensità luminosa in coincidenza della caduta di un fulmine sul territorio italiano; e, infine, la Soglia Ovest attraverso una serie di ritratti scultorei di cavalli e cani che vivono e custodiscono il borgo in compagnia dell’uomo.
Le tre opere, integrate tra borgo e vigneti della tenuta, trasformano Ca’ Corniani in un piccolo museo a cielo aperto, un luogo in cui la fruizione dell’arte si intreccia con il paesaggio contemporaneo e con la storia di un territorio e della comunità che lo vive.
Ca’ Corniani ha inoltre supportato un progetto fotografico realizzato da Jacques Pion che, con una macchina a camera oscura, ha fotografato tutte Le Tenute Leone Alato, donandole una nuova immagine. Il progetto sarà presentato nel 2026 attraverso una serie di mostre temporanee presso le diverse tenute. Ogni cantina, come Ca’ Corniani, conserverà ed esporrà gli scatti che la ritraggono rendendola così una mostra permanente.
Il piccolo borgo rurale di Ca’ Corniani è una realtà ricca di storia, che si propone come meta culturale da scoprire e valorizzare nella sua identità storica e nel suo rinnovamento contemporaneo.

Ca’ del Bosco

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

Ottella

Artisti per Frescobaldi – Frescobaldi

Fattoria di Celle / Collezione Gori

La Raia