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Ceretto Aziende Vitivinicole
Avio (TN)
Situata tra le montagne trentine e il Lago di Garda, la Tenuta San Leonardo rappresenta una delle realtà vitivinicole storiche più significative d’Italia. Da oltre tre secoli residenza della famiglia dei Marchesi Guerrieri Gonzaga, essa custodisce un patrimonio agricolo e culturale che ha saputo intrecciare la propria identità con il linguaggio dell’arte contemporanea attraverso un programma di residenze artistiche.
Situata tra le montagne trentine e il Lago di Garda, la Tenuta San Leonardo rappresenta una delle realtà vitivinicole storiche più significative d’Italia. Da oltre tre secoli residenza della famiglia dei Marchesi Guerrieri Gonzaga, essa custodisce un patrimonio agricolo e culturale che ha saputo intrecciare la propria identità con il linguaggio dell’arte contemporanea attraverso un programma di residenze artistiche.
L’ingresso della famiglia nella tenuta risale al 1894, quando il Marchese Tullo Guerrieri Gonzaga sposò Gemma de Gresti, erede di una proprietà appartenuta da quasi due secoli alla sua casata. A inaugurare una stagione di rinnovamento fu il loro figlio Anselmo, che introdusse un approccio imprenditoriale moderno e profondamente legato alla passione per l’enologia. Il vero impulso alla dimensione vitivinicola della tenuta si deve tuttavia a Carlo Guerrieri Gonzaga, formatosi a Losanna e perfezionatosi attraverso viaggi di studio in Francia e in Toscana. Sotto la sua guida, Tenuta San Leonardo si è affermata come luogo di eccellenza enologica, in cui pratiche artigianali e sensibilità territoriale si fondono per dare vita a vini riconosciuti per la loro freschezza, armonia ed eleganza. Oggi la passione di Carlo è raccolta e proseguita dal figlio Anselmo, che continua a interpretare la tenuta come un’eredità viva, animata da valori familiari e da un profondo rispetto per la terra.
La Tenuta San Leonardo si estende su una superficie complessiva di trecento ettari, di cui trenta dedicati ai vigneti a bacca rossa, situati a circa centocinquanta metri sul livello del mare. Su terreni ghiaiosi, antica diramazione del fiume Adige, si coltiva il Merlot, mentre i suoli sabbiosi accolgono il Cabernet Sauvignon e le storiche vigne di Carmenère. Nel 2015 San Leonardo ha avviato la conversione all’agricoltura biologica, conclusa con la certificazione nel 2018, a testimonianza di un impegno concreto verso la sostenibilità ambientale e la tutela del territorio.
A partire dal 2022, la tenuta ha dato vita al progetto culturale Arte a San Leonardo, giunto alla terza edizione. Nato da un’idea di Anselmo Guerrieri Gonzaga e Ilaria Tronchetti Provera, il progetto mira a mettere in dialogo la storia e l’identità della tenuta con i linguaggi dell’arte contemporanea, generando un incontro fertile tra memoria, paesaggio e creatività. Ogni anno un artista è invitato a vivere e condividere i diversi momenti della vita della tenuta con l’obiettivo di instaurare una relazione tra la propria ricerca e l’universo di San Leonardo. Il percorso segue il ritmo stagionale della produzione vinicola e si articola in fasi di residenza, ricerca, progettazione e realizzazione, culminando nella creazione di un libro d’artista in edizione numerata e di un’etichetta per un lotto limitato di bottiglie dell’annata in corso. Curato da Giovanna Amadasi, il progetto ha cadenza annuale e intende costruire nel tempo una biblioteca d’artista, oltre a una collezione di bottiglie che diventano testimonianze materiali di un dialogo continuo tra arte e vino.
La prima edizione ha visto protagonista Simone Berti che, tra il 2022 e il 2023, ha trascorso un periodo di residenza culminato nella realizzazione di un libro d’artista in centoventi copie e di un’etichetta per una serie limitata di bottiglie di San Leonardo 2018. La sua ricerca, L’attesa non è tempo sprecato, esplora il valore generativo del tempo nell’arte, nella natura e nella produzione vinicola. Le trentaquattro immagini che compongono il libro mostrano una vegetazione che invade e trasforma gli spazi, creando connessioni tra persone, oggetti e architetture e restituendo un paesaggio onirico e vitale. L’etichetta, invece, raffigura un albero dalle radici salde che si trasforma in una coppa, simbolo di vita, lentezza e profondità, in dialogo con l’identità di San Leonardo.
La seconda edizione del 2024 ha ospitato Marzia Migliora con il progetto La Rivoluzione del tempo profondo, ispirato al pensiero del geologo James Hutton (1726–1779) e alla sproporzione tra i tempi geologici e l’esperienza umana. Con un approccio quasi scientifico, l’artista ha esplorato le stratificazioni che compongono il territorio di San Leonardo, restituendole in tre grandi tavole che raccontano un ecosistema interconnesso. Al centro dell’opera, la polvere di tartaro, elemento naturale della vinificazione, diventa lo strumento per narrare il legame tra terra, vite e corpo umano e rende visibile l’interdipendenza tra le diverse specie che abitano il paesaggio. Il progetto si è concretizzato in un libro leporello in duecento copie numerate e in tre etichette d’artista rientranti nel progetto grafico Lungomare per le bottiglie di San Leonardo 2019, nelle quali l’artista ha reinterpretato i profili montuosi intorno alla tenuta utilizzando il tartaro delle botti, fondendo dimensione geologica e vitivinicola.
La terza edizione del 2025 ha presentato il progetto Memorie di cose affidabili di Linda Fregni Nagler. L’artista ha rivolto la propria ricerca al Museo di San Leonardo, fondato nel 1975 dal Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, che custodisce oggetti legati alla storia agricola del territorio. Fregni Nagler ha selezionato cinque elementi e li ha trasformati in immagini sospese, restituendo loro forza evocativa e valore estetico. Con un procedimento manuale di trasferimento dalla fotografia al disegno e di nuovo alla stampa fotografica, l’artista ha restituito agli oggetti una nuova vita e diverse possibili interpretazioni, mettendone in luce la bellezza, i più minuti dettagli, le forme armoniche che permangono anche quando la loro funzione pratica si è esaurita. Completa il progetto un’etichetta d’artista per una serie limitata di bottiglie di San Leonardo 2020, in cui i riferimenti alla memoria materiale diventano linguaggio visivo capace di connettere passato e presente.

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Masi

Fattoria di Celle / Collezione Gori

Feudi di San Gregorio

Antinori Art Project – Marchesi Antinori

La Raia